Cronaca

Natale, la ‘cutuliata’ del Novantasette

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24 Dicembre 2020, 14:52

2 min di lettura

Sentite questa.

Nel Natale del 1997, riuscii a riunire tutti i parenti sparsi per la penisola a casa mia. Oh, io ebbi solo l’idea. Tutta la complessa macchina logistica ed organizzativa fu gestita da mia moglie, senza la quale…. ciaoooo.

Fu così che il 25 Dicembre del 1997, convogliarono a casa mia circa 40 Tinaglia &c, tra zii, fratelli, sorelle, cugini e nipoti.

Dimenticavo. C’era anche un doberman, Vadim. Fu una sorta di precondizione posta da un fratello di papà che viveva a Modena. Non poteva, non voleva lasciarlo solo. Quel giorno di Natale, Vadim si prese le carezze di tutti. Un’impresa titanica che annovero come una vera e propria perla della mia esistenza, anzi, la sola. Anche perché, sia pure col senno del poi, si rivelò una felicissima intuizione. Si, perché, dopo quel memorabile Natale, si verificò una vera e propria “cutuliata”.

Non so se rendo l’idea.

Adesso, a distanza di più di 20 anni, si replica. In forma “Smart”, si intende.

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Altra felicissima intuizione. Questa volta di un cugino, Claudio, all’epoca poco più di un ragazzino. E’ in preparazione, per il giorno di Natale, una video chiamata collettiva.

In queste ore sono in corso prove tecniche in vista dell’evento. Le ho chieste io che sono il meno digitalizzato e riesco a sentirmi un genio dell’informatica per il solo fatto che so dialogare su whatsapp, pensate un po’. Sarà una bella occasione per rivederci (si fa per dire) e non vedo l’ora.

C’è solo un piccolo, non so neppure come chiamarlo, forse retropensiero, che di tanto in tanto fa capolino, pungente e impertinente, ed anche un tantino ostinato. Avete presente il classico sassolino nella scarpa? Quello.

E’ il fattore “cutuliata” che, specie in tempi come questi, si diverte a zampettare qua e là con la sua aria cinica, beffarda e spietata. Già, il fattore “cutuliata” con le sue sottili ma petulanti nervature di superstizione che me ne amplificano la dirompente capacità evocativa.

Ad ogni modo, riuscirò a neutralizzarlo, il maledetto “sassolino nella scarpa”. Niente superstizioni, nessuna suggestione. E poi, che cavolo, sono sempre un avvocato. Punto tutto sul “ne bis in idem”.

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24 Dicembre 2020, 14:52

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