'Ndrangheta, blitz con 18 arresti e perquisizioni in Lombardia

‘Ndrangheta, blitz con 18 arresti e perquisizioni in Lombardia

L'operazione degli investigatori della Dia coordinati dalla Dda di Milano
L'INCHIESTA
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MILANO – Arresti e perquisizioni in Lombardia, da parte di carabinieri, Penitenziaria e Gdf, nell’ambito di un’operazione della Dia. Gli investigatori, coordinati dalla Dda di Milano, stanno eseguendo misure cautelari nei confronti di “diciotto soggetti”, a vario titolo, per “associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e numerosi reati economico – finanziari (tra cui anche frodi ai contributi Covid e all’Ecobonus) i cui proventi erano destinati ad agevolare le attività della ‘ndrangheta ed in particolare della cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti”. Tra gli arrestati c’è anche il medico Giovanni Morabito, figlio dello storico boss di ‘Ndrangheta Giuseppe. Secondo le accuse, i due filoni delle attività illecite (da un lato il compimento dei reati economico-finanziari, dall’altro, il traffico di droga e le estorsioni), erano entrambi diretti dal medico collaboratore di alcune Rsa milanesi, già condannato in via definitiva per traffico di sostanze stupefacenti e figlio dello storico capo della cosca (non indagato), detenuto in regime di 41-bis nel carcere di Opera (Milano) per associazione mafiosa.

Perquisizioni “sono tuttora in corso nelle provincie di Milano, Monza Brianza, Pavia, Varese, Novara, Alessandria, Messina e Foggia – si legge in una nota della Dia – che riguardano abitazioni ed aziende risultate nella disponibilità dei soggetti coinvolti, anche con il supporto di unità cinofile anti-valuta della Guardia di Finanza”.

L’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali riguarda diciotto persone: sette in carcere, quattro agli arresti domiciliari, tre con obbligo di dimora e quattro con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini sono state eseguite dai Carabinieri del Comando provinciale di Monza con il supporto del Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria e il supporto della Gdf.

I reati ipotizzati, tutti avvenuti in contesti ritenuti vicini alla cosca lombarda, vanno dal traffico di sostanze stupefacenti alla creazione di società ‘cartiere’ inesistenti, all’emissione di false fatture e polizze fideiussorie, allo sfruttamento di crediti d’imposta indebiti. Per la droga, una delle basi logistiche era a Paderno Dugnano (Milano).

Nel corso della lunga indagine “è stato possibile arrestare in flagranza un ‘corriere’ e sottoporre a sequestro 5 kilogrammi di eroina, inizialmente destinata al mercato calabrese. Sono state documentate innumerevoli compravendite di stupefacente, per un totale di 50 kg di eroina, 150 kg marijuana e circa 50 kg di hashish, provenienti anche dalla Spagna, dall’Austria e dall’Albania ed è stata verificata l’apertura di un canale di vendita di cocaina proveniente dal Perù e dal Brasile e destinata ai membri di una nota famiglia di ‘ndrangheta”.

L’operazione vede un ampio numero di indagati in stato di libertà, ben 68, tra i quali anche molti cosiddetti ‘colletti bianchi’. L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Milano e dalla Dia, ha scoperto un ampio ventaglio di frodi commerciali e finanziare in un filone, e un ingente traffico di sostanze stupefacenti nell’altro. Nel primo settore di illeciti, quelli commerciali e finanziari, in particolare, sono stati denunciati professionisti che facevano le consulenze e le pratiche per le numerose attività truffaldine, tra i quali vari commercialisti, tecnici e legali, ma anche imprenditori “titolari nel centro di Milano di diverse società di consulenza e portatori del necessario ‘know how’ tecnico- giuridico”. Si tratta di persone tutte residenti e operanti nel Nord Italia.

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