Nessuna frode alla Lollobrigida | "L'attrice mentì su Zichichi Jr"

Nessuna frode alla Lollobrigida | “L’attrice mentì su Zichichi Jr”

Lorenzo Zichichi

Secondo il giudice "le accuse rivolte all'imputato sono state smentite da documenti e testimonianze".

Le motivazioni della sentenza
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PALERMO – E’ stata depositata la motivazione della sentenza con la quale il Tribunale monocratico di Roma ha assolto “perché il fatto non sussiste” Lorenzo Zichichi, figlio del fisico Antonino (attuale assessore regionale ai Beni culturali), dai reati di truffa e frode in commercio contestati a seguito di varie querele sporte da Gina Lollobrigida. L’attrice, nel 2OO3, ha denunciato Zichichi jr. dopo la commercializzazione di una scultura, “Le colonne di San Pietro”, disegnata da lei, i cui proventi sarebbero dovuti andare alla diocesi di Roma e alle suore della Carità di Calcutta. I diritti del progetto, secondo la ricostruzione dei legali del figlio del fisico, sono stati ceduti dall’attrice alla casa editrice “Il cigno” dello stesso Lorenzo Zichichi. Il giudice Maria Concetta Giannitti, accogliendo le richieste dei difensori di Zichichi, Giovanni Di Benedetto e Giandomenico Caiazza, ha sottolineato che “le accuse rivolte all’imputato dalla parte civile interessata, Gina Lollobrigida, sono state smentite da risultanze documentali e deposizioni testimoniali di tale pregnanza e univocità da superare ogni isolata emergenza opposta, frutto di mendacio e di artificiosa ricostruzione”.

Lollobrigida, prosegue il giudice, avrebbe “incolpato Zichichi d’inesistenti raggiri”. Il giudice ha riconosciuto come “doverosa la trasmissione degli atti alla procura per falsa testimonianza e calunnia a carico della Lollobrigida, di Maka Malgorzata e Giovanni Gherarducci”. La trasmissione degli atti è avvenuta anche in relazione al reato di corruzione in atti giudiziari per i tre e per l’avvocato della Lollobrigida, Giulia Citani “per la tecnica insidiosa adottata dalla parte civile (Lollobrigida) e dal patrocinatore (Citani) nel fuorviare il corso della giustizia, rimessa in atto presumibilmente corrompendo Maka Malgorzata e Giovanni Gherarducci”.

“Non ho mai avuto dubbi – dice Lorenzo Zichichi – che la magistratura avrebbe fatto luce su questa assurda vicenda che mi ha perseguitato per nove anni. Sono soddisfatto per l’esito del giudizio, ma rammaricato per una storia incredibile, che mi ha fatto scoprire il volto insospettato di una donna che, come tutti, ritenevo un’icona italiana, il cui attacco, sostenuto dalla sua enorme popolarità, è stato molto duro da affrontare”.

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