"Ancora sbarchi, altri soldi| Questo governo è complice"

“Ancora sbarchi, altri soldi| Questo governo è complice”

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Commenti

    Il bello è che va in giro ostentando il presepe e il rosario, ma bella a verità!

    Salvini ci ha proprio stufato, che se ne stia all’opposizione che è il posto che gli compete.

    Il motivo per cui non è possibili intavolare qualsivoglia ragionamento con la destra italiana è che per me vengono prima tutti gli esseri umani, invece per loro: prima gli italiani.

    E’ in perenne campagna elettorale- Se facesse meglio il suo ruolo di opposizione ci guadagnerebbero “prima gli italiani “-All’europarlamento non andava mai e intascava il sostanzioso emolumento – Ma come si permette di criticare ogni virgola di questo governo? E poi Bossi diceva: Roma ladrona , sappiamo come è andata- Meditate, meditate e meditate-

    Questo a me non è simpatico ma sarebbe opportuno da parte del governo riferire e pubblicare le date sui ricollocamenti (se mai avvengono), andate a vedere quelli della Gregoretti quando sono partiti. Sull’immigrazione non esiste una politica europea per il semplice fatto che nessuno vuole gli immigrati e chi lo fa tenta sempre di non dare troppa pubblicità. Non serve la politica dell’accogliamoli tutti perché ce li ritroviamo nei campi di Rosarno o in quelli del Foggiano dove vengono sfruttati e mal pagati e sfatiamo anche il mito che gli italiani non vogliono fare questo lavoro (certo se si paga dieci euro al giorno si preferisce il reddito di cittadinanza!).
    La politica dell’immigrazione fa bene solo alla sinistra per fare campare associazioni e cooperative sociali che mal pagano anche i loro dipendenti.

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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