PALERMO – Le frasi attribuite a Marco Barone e Vincenzo Profeta sono inequivocabili. Sono i due palermitani denunciati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Inequivocabili anche le immagini postate sui social. Come la stella di David fatta con gli scarafaggi e accompagnata dalla frase: “I giudei puzzano è verissimo”.
Barone, 47 anni, e Profeta, 48 anni, sono due artisti. Dalle indagini della Digos sarebbe emerso che il primo avrebbe chiesto all’intelligenza artificiale se ciò che stava pubblicando fosse lecito o meno. I post incriminati sono stati pubblicati sull’account “LaboratorioSaccardi”.
L’inchiesta è partita dalla segnalazione del contenuto offensivo sul social X. Offese, ma anche minacce: c’è anche questa ipotesi tra le contestazioni della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
I poliziotti hanno perquisito le abitazioni dei due indagati e sequestrato computer e dispositivi elettronici. Con lo stesso account sono stati pubblicati anche altri contenuti: “L’olocausto non c’è mai stato… il genocidio degli schifosi ebrei nemmeno … visto che la loro popolazione è aumentata”. Ed ancora: “tutti gli ebrei che abbiamo tra i contatti si cancellino e ci blocchino… non vogliamo avere a che fare con il vostro popolo schifoso e immorale”.
Sul contenuto di un terzo post sono in corso ulteriori accertamenti: “I giudei sono animali… topi da perseguitare ovunque basta individuarli… come l’altra fantastica sera… in cui in ginocchio chiedeva scusa x Gaza… piangendo… telefono tolto e mazzate a lui e compagna… avresti dovuto vedere che goduria ahhhhaahh piangeva l’ebreo…”.
E adesso bisogna accertare se davvero qualcuno sia stato picchiato a sangue oppure se si tratti di frasi inventate dal contenuto squallido e inquietante.

