Trapani, olio bollente sulla testa di un ispettore in carcere

Olio bollente su un ispettore: “Feroce tentato omicidio nel carcere di Trapani”

carcere Trapani
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
Sindacati pronti allo sciopero

Un ispettore di polizia penitenziaria è stato investito alla testa da un getto d’olio bollente all’interno del carcere di Trapani.

“Quanto accaduto non è una semplice aggressione: è un vigliacco tentato omicidio, premeditato e consumato con ferocia inaudita”, afferma Mimmo Nicotra, presidente nazionale della Confederazione sindacati penitenziari (Consipe) sull’aggressione avvenuta al reparto Mediterraneo.

L’agente è stato “investito alla testa da un getto d’olio bollente gettato volontariamente dall’alto mentre transitava al piano inferiore”. “Il collega, rimasto gravemente ustionato – aggiunge Nicotra – è stato trasportato d’urgenza in ospedale con serie lesioni”.

“Guerra contro la polizia penitenziaria”

“Siamo di fronte all’ennesimo atto di una vera e propria guerra dichiarata contro la Polizia Penitenziaria – osserva Nicotra – la Sicilia è ormai una polveriera a cielo aperto. Solo pochissimi giorni fa abbiamo assistito alla gravissima rivolta di Siracusa-Cavadonna, con detenuti saliti sui tetti, sezioni devastate, telecamere distrutte e colleghi costretti a lanciarsi da metri d’altezza o aggrediti violentemente per contenere la furia dei rivoltosi, con decine di poliziotti finiti in ospedale”.

Leggi anche

Donna morta a Messina ad agosto: è stata uccisa. Un uomo confessa

Si presenta in ospedale con un proiettile di pistola nella nuca

Abusi sessuali su un bambino, familiare arrestato nel Palermitano

Le richieste del sindacato

Il presidente del Consipe chiede al ministero della Giustizia e al Dap “il trasferimento immediato fuori regione del responsabile dell’agguato di Trapani e applicazione del regime speciale, con procedimenti penali per tentato omicidio aggravato”, lo “sfollamento urgente e massiccio degli istituti siciliani, a partire da Cavadonna e Trapani, ormai al collasso per sovraffollamento e carenza di personale” e “misure strutturali immediate come il divieto e sequestro di recipienti e materiali per contenere e riscaldare liquidi ustionanti nelle sezioni detentive a rischio e installazione urgente di reti e paratie antilancio”.

“Se da Roma e dal Provveditorato Regionale non arriveranno risposte immediate e atti tangibili entro le prossime ore – annuncia Nicotra – il Consipe proclamerà lo stato di agitazione nazionale e promuoverà clamorose iniziative di protesta a tutela della vita e della dignità dei colleghi. La Polizia Penitenziaria non farà più da scudo umano all’inerzia dello Stato”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI