La Procura generale ha chiesto la conferma della condanna a 21 anni per Giuseppe Pecoraro accusato, davanti alla seconda sezione della corte d’assise d’appello, dell’omicidio di Giovanni De Luca, ucciso al Borgo Vecchio, a Palermo, il 2 ottobre 2005. La sentenza era attesa a dicembre scorso ma la corte decise , dopo sette ore di camera di consiglio, di risentire il principale accusatore, Fabio Nuccio, fratello di un collaboratore di giustizia, Antonino, ex boss del clan Lo Piccolo. Era stato lui a ricostruire movente e dinamica di un delitto rimasto a lungo impunito. Secondo la ricostruzione di Fabio Nuccio, De Luca venne ucciso perché, durante una discussione tra Pecoraro e il fratello della sua ex fidanzata, Daniele Russo, aveva preso le parti di quest’ ultimo. La lite avvenne davanti a centinaia di giovani che facevano la spola fra i pub della zona. Ma nessuno ha mai testimoniato davanti ai giudici di avere visto qualcosa. La sentenza sarà emessa lunedì prossimo.
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