Luca Varani ucciso | con coltelli e martello

Luca Varani ucciso | con coltelli e martello

Luca Varani

La perizia ha accertato che circa 30 ferite, tutte con arma da taglio, sarebbero state inferte con il solo scopo di provocare dolore.

LA STORIA
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L’udienza del processo che lo vedeva imputato per l’omicidio di Luca Varani il 23enne ucciso a marzo del 2016, era fissata per domani. Ma Marco Prato, il pr accusato insieme a Manuel Foffo, già condannato con rito abbreviato a 30 anni, si è tolto la vita nel carcere di Velletri, dove era detenuto.

Un omicidio efferato, quello di Luca, avvenuto a Roma nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 marzo del 2016. Luca Varani è morto dopo essere stato torturato con 100 colpi tra martellate e coltellate. E’ quanto emerge dall’autopsia consegnata in procura a Roma secondo la quale il ventisettenne è morto dissanguato per le ferite inferte da Manuel Foffo e Marco Prato. Secondo l’esame autoptico Varani ha ricevuto circa 20 martellate al capo e alla bocca. Il resto dei colpi, inferti con coltelli e un martello, avrebbero raggiunto il ragazzo su tutto il corpo. Inoltre la perizia ha accertato che circa 30 ferite, tutte con arma da taglio, sarebbero state inferte con il solo scopo di provocare dolore.

L’allarme scatta quando il proprietario di casa, Manuel Foffo, racconta tutto al padre che chiama il 112. “Volevamo uccidere qualcuno, volevamo vedere l’effetto che fa’” dirà Foffo ai carabinieri. Concludendo le indagini, il pm Francesco Scavo ricostruisce tutta la vicenda ricordando che i due indagati dopo aver fatto entrambi ripetuto uso di sostanze alcoliche e stupefacenti la mattina del 4 marzo avevano girato in automobile “alla ricerca di un qualsiasi soggetto da uccidere o comunque da aggredire solo al fine di provocargli sofferenze fisiche e ucciderlo”.

Il 21 dicembre scorso il pm chiede il rinvio a giudizio per entrambi con l’accusa di omicidio volontario premeditato e aggravato. I due ottengono però un giudizio separato. Foffo chiede e ottiene di poter essere giudicato con rito abbreviato mentre Prato sceglie quello ordinario. 

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