Un sms ha inchiodato Luca| Si cerca ancora l'arma del delitto

Un sms ha inchiodato Luca| Si cerca ancora l’arma del delitto

Le indagini sull'atroce delitto di Nicolosi. Luca Antonio Priolo, che ha trascorso la notte nel carcere di San Vittore, ha confessato. Domani pomeriggio l'autopsia sul corpo di Giordana Di Stefano.

L'omicidio di Giordana
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CATANIA – Il padre di Luca Priolo riceve un sms proprio mentre era dai carabinieri. IL figlio vuole rassicurare i genitori: è scappato ma sta bene. Antonio Luca Priolo invia un messaggio chiedendo il cellulare a un passante che incontra alla stazione centrale di Milano, dove è  arrivato con un treno partito da Messina. E’ questo quello che permette ai carabinieri lombardi di fermare il presunto omicida di Giordana Di Stefano mentre cercava di raggiungere la Svizzera. E’ bastata una foto e la descrizione ai militari milanesi per riconoscerlo e ammanettarlo. Una volta in caserma ha confessato davanti al pm milanese e al suo difensore d’ufficio di essere lui la mano assassina che ha trucidato a colpi di coltello la mamma della sua bambina di quattro anni.  Ora si attende l’udienza di convalida davanti al Gip che sarà fissata nelle prossime ore dalla magistratura milanese. Il 24enne ha trascorso la notte nel carcere di San Vittore a Milano.

L’arma dell’atroce delitto non è stata ancora trovata. I vestiti insaguinati di Luca invece sono stati rinvenuti dai carabinieri nelle campagne di Belpasso, vicino a un centro commerciale. Il 24enne ha raccontato al sostituto procuratore di Milano Cristian Barilli di aver gettato il coltello immediatamente dopo averla colpita: tutto accade nella foga di scappare e allontanarsi dalla scena del crimine. Ma dietro di sè lascia una serie di tracce che permettono agli investigatori di catturarlo in meno di 12 ore dal ritrovamento del cadavaere di Giordana nell’Audi A2 grigia metalizzata. Scappa con l’auto della madre: una Chrysler Spark di colore bianca ritrovata alla stazione dei treni di Messina. Passa da casa il tempo di racimolare qualche soldo e preparare una valigia veloce. Luca Priolo parte: l’obiettivo è arrivare in Svizzera.

Un gesto di impulso e non un delitto premeditato. Questa la versione di Priolo. Una verità che fa a pugni con una certezza: Luca in quell’appuntamento notturno con la sua ex si porta dietro un coltello, quello con cui prima l’avrebbe minacciata e poi uccisa. E secondo gli investigatori il movente sarebbe legato, oltre al volere tornare insieme, a quella denuncia di stalking presentata da Giordana nel 2013: ieri mattina ci sarebbe stata un’udienza presso il tribunale di Catania. Un fatto che presenta delle lacune da chiarire perchè i legali delle parti parlano della volontà di arrivare a un accordo bonario per risolvere la questione. “Ma la risposta giudiziaria non è stata un deterrente” – commenta il Procuratore Michelangelo Patanè durante l’incontro con la stampa.

L’omicidio sarebbe avvenuto intorno all’una di notte. Luca avrebbe aspettato Giordana che era uscita con il cugino sotto casa, chiedendo di parlare. La giovane accetta: negli ultimi tempi sembrava che i rapporti si fossero appianati, avevano anche festeggiato insieme ad agosto il compleanno della loro piccola. Ma invece qualcosa fa esplodere la furia omicida di Luca durante quell’incontro. E i colpi si sussegono numerosi al petto e all’addome. Solo l’autopsia potrà stabilire quanti colpi sono stati inferti nel giovane corpo di Giordana. “L’esame probabilmente sarà effettuato dal medico legale domani pomeriggio” – afferma il pm Alessandro Sorrentino, titolare delle indagini sull’omicidio.

Le risultanze investigative al momento sono pienamente coincidenti con la confessione di Antonio Luca Priolo. I Sis dei Carabinieri hanno raccolto diversi indizi e materiale biologico nell’auto sporca di sangue ovunque. Giordana è stata trovata riversa sui sedili posteriori: avrebbe provato a difendersi, a fermare quei colpi che l’hanno strappata alla vita.

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