Delitto Noce, 60 giorni per la perizia |Trantino: "Gagliano un simulatore" - Live Sicilia

Delitto Noce, 60 giorni per la perizia |Trantino: “Gagliano un simulatore”

Il processo che si celebra davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Catania è stato aggiornato al prossimo 14 aprile.

CATANIA – Processo Noce: la Corte d’Assise d’Appello ha accolto la richiesta di trasferimento dell’imputato a Rebibbia e la proroga di sessanta giorni della perizia, riservandosi di pronunciarsi sulla rinuncia dell’impugnazione. In occasione dell’udienza precedente Loris Gagliano aveva presentato una lettera ai giudici con la quale rinunciava al processo di secondo grado e revocava l’incarico al suo legale Giuseppe Rabbito. Quest’ultima istanza è stata accolta dalla Corte, che ha però assegnato la difesa d’ufficio allo stesso avvocato per una questione di continuità. Una richiesta, quella del giovane Loris Gagliano, imputato per l’omicidio della sua ex fidanzata Stefania Noce e del nonno di lei,  Paolo Miano, che l’avvocato di parte civile Enzo Trantino non ha esitato a definire “un colpo di teatro”. Durante l’udienza di stamattina l’avvocato ha parlato di un “giochino gestito con grande maestria” da Gagliano, dettato da una capacità simulatoria che l’avvocato dice di “non temere”. In altre parole, un espediente per allungare l’iter processuale.

Il nodo da dirimere rimane la “capacità” di Gagliano, già giudicato in primo grado dal Gup di Caltagirone colpevole di omicidio premeditato e condannato all’ergastolo, di “partecipare coscientemente al processo”. Su questo punto si sono concentrati gli avvocati di parte civile presenti al process. Spetta all’accusa, rappresentata dal Pg Giulio Toscano, ripercorrere quel tragico 27 dicembre del 2011 quando a Licodia Eubea si consumò il duplice delitto e rimase ferita la nonna di Stefania. Gagliano ancora con i vestiti sporchi di sangue si mise alla guida della sua Ford Ka e tentò la fuga verso Ragusa. Sul lungomare d’Acate lo bloccarono i Carabinieri: nell’auto ancora il coltello con cui commise l’efferato omicidio. Loris confessò di avere ammazzato la sua fidanzata, ma disse che tutto accade senza premeditazione.

Il punto saliente ha riguardato il fatto di accogliere la richiesta dell’imputato rispetto alla revoca del suo legale e di nutrire invece dei dubbi circa la possibilità di impugnare la rinuncia al processo. Pierpaolo Montalto, legale del padre di Stefania, ha sottolineato come lo svolgimento di accertamenti sulla persona dell’imputato, volti ad accertarne la capacità di partecipare coscientemente al processo, non possono inibire la possibilità di Gagliano ad “esercitare tutti gli atti processualmente rilevanti” che l’ordinamento consente a un imputato in sede di processo penale. Serve, insomma, l’accertamento di un’oggettiva patologia mentale per mettere in dubbio la partecipazione consapevole al processo. Per questo l’avvocato ha fatto riferimento ad una sentenza della Suprema Corte di Cassazione che nel ’92 si era pronunciata con questo orientamento.

Su questo la Corte si è riservata di decidere, ma ha ribadiito che le condizioni di Gagliano sono in via di accertamento e il risultato definitivo è la “condicio sine qua non” dell’accettazione della richiesta. Gagliano, inoltre, verrà trasferito se il Dap accoglierà la richiesta dal carcere di Siracusa a quello Rebibbia (dotato di una struttura ospedaliera). L’avvocato Trantino ha proposto l’isolamento dell’imputato. La prossima udienza è fissata per il prossimo 14 aprile.


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