PALERMO – È stata la prima ipotesi di corruzione in cui si sono imbattuti i poliziotti della squadra mobile. Il deputato regionale del Mpa Giuseppe Lombardo si sarebbe speso con Mario Lupo, allora presidente della Samot, e Luigi Zancla della Sa.Mo (estranee alle indagini) per fare ottenere un contratto di collaborazione trimestrale a una donna.
Così è partita l’inchiesta
La donna in questione è Domenica Spartà, consigliera del Comune di Gravina di Catania. Partirono le intercettazioni disposte dalla Procura di Palermo che hanno poi fatto emergere altre ipotesi di corruzione che coinvolgono l’avvocato Gaetano Armao.
Per il deputato regionale i pm chiedono gli arresti domiciliari. Una parte della sua attività parlamentare sarebbe stata condizionata del patto corruttivo. La merce di scambio finora contestata si concretizzerebbe un’assunzione, ma alcune intercettazioni sembrerebbero fare emergere un contesto più ampio.
Era il mese di febbraio 2025 quando venne a galla che tale “Lombardo”, al tempo non ancora identificato, si sarebbe “messo a disposizione” per questioni di comune interesse per i due imprenditori. Si parlava genericamente di “tariffe”.
Le tariffe per le cure palliative
Altro non erano che le cifre del “nomenclatore tariffario regionale” pensato per dare sostegno economico alle aziende e ai laboratori d’analisi convenzionati con il Sistema sanitario nazionale. In ballo c’era la possibilità che venisse applicato un taglio del 7% sulle tariffe per i vincoli imposti dal piano di rientro dal disavanzo concordato fra governo regionale e governo nazionale.
L’amministrazione regionale era alla ricerca di risorse finanziarie necessarie per una deroga ai vincoli, consentendo l’aumento dei budget delle strutture sanitarie e mantenendo gli attuali standard assistenziali.
“Mi ha chiesto una cortesia”
Lombardo, diceva Zancla, in cambio del proprio interessamento in nome e per conto delle aziende dei due indagati, avrebbe chiesto l’assunzione: “Dopo di che si è messo a disposizione per tutto il resto, mi ha chiesto una cortesia, ovviamente, io parlo con te, un Cococo di tre mesi, per una persona a lui vicina, se tu sei d’accordo io lo dico a Veruska (Veruska Costanzo collaboratrice di lupo ndr)”.
Il 17 marzo 2025 arrivò una segnalazione a Lupo: “Volevo condividere con te un preoccupazione, resti tra me e te… Mario è la figlia del boss di Belpasso. Ti giuro, ha due sore… tutte e due sorelle arrestate per mafia. Ora ti mando il… ti mando… ti mando il link”. E gli girò un articolo giornalistico.
All’indomani Lupo contattò Zancla: “…ti devo dire una cosa… ho letto su questa persona che abbiamo assunto, l’ultima a Catania, ma delle cose terribili… ti giro una cosa tratta da internet, ma è lei, perché io c’ho i documenti di riconoscimento, mamma santa… mi avevi detto che era una persona molto vicina a… come si chiama…”.
Zancla completò la frase: “Al nipote… al nipote dello zio”, e cioè Giuseppe Lombardo, nipote dell’ex presidente della Regione, Raffaele. In serata Lupo avvisò una dipendente: “Provvediamo, provvediamo, subito, tanto il contratto è di tre mesi e alla fine del terzo mese esce.”
“Lombardo, il nipotino di Raffaele”
Quindi ribadiva da chi era arrivata la segnalazione: “Lombardo, il nipotino di Raffaele… Ma io mica mi preoccupo del padre, perché lo zio Nino sarà roba graziosa, il problema sono le sorelle… Una ha rapina a mano armata, l’altra… ahahah”.
La consigliera comunale a Gravina di Catania, Domenoca Spartà, è figlia di Antonino, con precedenti per estorsione e usura, e sorella di Rita e Francesca Agata che nell’ottobre del 2020 sono state coinvolte in un’inchiesta “per reati predatori aggravati dal metodo mafioso”. I loro compagni, Salvatore Gurrieri e Salvatore Basile, hanno precedenti per mafia.
Il contratto e l’emendamento
Domenica Spartà ha iniziato il contratto trimestrale il 13 marzo. A partire dal 6 maggio cominciò a muoversi per ottenere una proroga. Nel frattempo Veruska Costanzo diede “una bella notizia” a Lupo. Il suo “amico” Lombardo le fece sapere che l’Ars aveva “votato l’emendamento a parere favorevole… è stato esitato che il 40% dei medici che utilizziamo può essere senza specializzazione in cure palliative… quindi su dieci… è votato… è passato… siamo almeno più larghi…”.
“Una cosa importantissima”
Ad un collega la donna spiegava che “era una cosa importantissima che avevano chiesto e che hanno ottenuto… il 40% di personale non formato non specializzato… quindi è una cosa fortissima e quindi gli devono un sacco… veramente un sacco”.
Tra i proponenti del decreto c’era proprio Lombardo, che faceva parte della commissione Sanità. E se n’era vantato in un messaggio indirizzato a Costanzo che ne leggeva il contenuto: “Lui me l’ha mandato in anteprima il mio amico per dirmi l’ho fatto io”.
Per accontentare Lombardo Lupo propose a Zancla l’idea di di assumere Spartà per altri tre mesi: “… gli facciamo un contratto di tre mesi come Sa.Mo paghiamo a Sa.Mo le competenze di questa ragazza ogni mese con la fattura che ci fa”. Spartà ha lavorato da marzo a maggio alla Adi e da marzo a dicembre alla Sa.Mo.
“La completa messa a disposizione del duo Zancla-Lupo da parte del Lombardo dell’esercizio della discrezionalità implicata nello svolgimento della sua funzione legislativa – scrivono i pm nella richiesta di arresto – è risultata confermata anche dagli esiti delle captazioni riguardanti la vicenda dell’approvazione del decreto assessoriale n. 588 del 04.06.2025″.
Il decreto dell’assessore
Il decreto è stato firmato dall’allora assessore regionale alla Sanità Daniela Faraoni e dava il via libera al “piano di potenziamento delle reti di cure palliative“. Zancla entrò in fibrillazione e avrebbe cercato di paralizzare l’attuazione del provvedimento che ampliava la platea dei suoi competitor. “Cioè noi ora ci dobbiamo difendere… di non fare aprire l’accreditamento”.
“Sbatto i pugni sul tavolo”
Costanzo era pronta a reagire: “Io domani alle tre e mezzo ho appuntamento fissato e sbatto i pugni sul tavolo, per quanto mi è possibile… […] E domani alle tre e mezza sbatto i pugni, anche perché dico già mi ha fatto aspettare due settimane, e io sono sicura era per la signora, ora la signora gliel’abbiamo sistemata… si è appollaiata per ora, si per ora è bella impupata, non ho capito che fa ma va bene lo stesso chiedo della sua disponibilità.”.
L’incontro fra Costanzo e Lombardo è avvenuto il 6 giugno 2025 nella segreteria politica del deputato catanese in piazza Galatea. Al termine Costanzo commentava con un collega: “E’ andata bene, però bene quando vedo i risultati, nel senso che lui si è messo a disposizione, vuole tutti e due i documenti… m’ha detto fammi avere questa cosa ci penso io”.
Lo scaricabarile
Nei giorni successivi Zancla e Costanzo si lamentavano dello scaricabarile: “… estrema sintesi il signore Iacolino c’è venuto a dire attraverso… lo scarica barile che questa iniziativa è della politica… la politica ci fa sapere cioè l’Assessore ci fa sapere che invece è una manovra del direttore generale… è un vecchio sistema… noi dobbiamo fare un’incontro urgente con la commissione sanità… nella commissione sanità c’è Lombardo”.
Dal politico via chat sarebbero arrivare successive rassicurazioni. “Non ti preoccupare ci sto pensano dopo… mi ha detto l’ultima volta che l’ho sentito, lui aveva stare tranquilla la situazione è sotto controllo, che non significa assolutamente niente, lui sta osservando stai tranquilla”.
Al decreto assessorile n. 588 non sono seguiti i decreti attuativi. L’ampliamento degli accreditamenti è rimasto solo potenziale. La fibrillazione si fermò.
Gli auguri di Natale con Lombardo
E si arriva a Natale 2025, quando Costanzo incontrò Lombardo per gli auguri. Poi fa il resoconto a Zancla: “… è uscito lui, affettuosissimo, mi ha detto che faremo tante belle cose insieme…. mi ha detto che voi due avete tante cose insieme, che avete… state iniziando delle collaborazioni, avete tante cose insieme, mi ha raccomandato poi i suoi amici… i suoi adepti”
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Parlavano di posti di lavoro, come emerge dalle parole di Zancla: “Va bene, fino a quando… fino a quando si offre il lavoro e la cosa più importante, noi nasciamo come Oonlus per dare lavoro. Si, ma poi dico, non trovo niente di male…“.
Lombado, che sarà interrogato dal Gip Giuseppa Zampino il 13 ottobre, si dice certo di potere dimostrare la sua onestà. Nel frattempo si è dimesso dalla commissione Sanità.




