Presunta truffa ospedale Giglio Cefalù, assolti gli ultimi imputati

Truffa al Giglio, assolti e prescritti medici e infermieri imputati

OSPEDALE GIGLIO
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Concluso il processo sulla presunta frode sanitaria

Assolti e prescritti gli ultimi imputati di una maxi inchiesta all’ospedale Giglio di Cefalù dove erano finiti indagati 34 tra medici, infermieri e impiegati della fondazioni. Il collegio dei giudici del tribunale di Termini Imerese (Palermo), presidente Mario Conte, ha assolto l’ex primario di chirurgia generale e oncologica Pier Enrico Marchesa, 59 anni,; Giuseppina Di Fiore, anestesista e facente funzione di primario; Domenica Alessi, Irene Alaimo, Calogero Cutaia, Cinzia Labbruzzo, Maria Di Gati. Erano tutti accusati, a vario titolo, di falso, peculato e truffa ai danni del sistema sanitario regionale.

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Cefalù, le indagini sull’ospedale Giglio

Gli altri indagati erano usciti dal processo con due diverse sentenze di prescrizione. Secondo le indagini scattate nel 2013 decine di pazienti sarebbero stati operati, avrebbero fatto controlli, visite ed esami diagnostici non attraverso i regolari canali di accesso all’ospedale, ma passando dal pronto soccorso (anche se non vi sarebbe stata alcuna urgenza) o venendo inseriti direttamente nei vari reparti. Il comune denominatore di questi malati sarebbe stato quello di essere stati tutti seguiti all’esterno della struttura sanitaria dal primario Marchesa. Durante le indagini sarebbe emerso che i ricoveri e gli interventi avrebbero leso “il principio fondamentale dell’imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione”.

Le accuse al primario

Al primario venivano contestati anche degli interventi “fantasma”, utilizzando cioè la struttura pubblica, i suoi mezzi e anche il suo personale, ma senza lasciare alcuna traccia nei registri. Irregolarità sarebbero state poi compiute, sempre secondo gli investigatori, anche in relazione alla gestione di alcuni farmaci utilizzati nei blocchi operatori. Gli avvocati Roberto Fabio Tricoli, Luigi Miceli, Salvo Priola, Ettore Barcellona, Francesco Cutraro, Carmelo Franco, Gabriella Cadelo, Giuseppe Rigatuso e Giuseppe Buongiorno hanno sempre contestato le accuse di peculato e falso.


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