PALERMO – I sindacati chiedono trasparenza sulla chiusura temporanea dell’ospedale Ingrassia di Palermo. La struttura sarà interessata da importanti lavori di ristrutturazione ed efficientamento, che dovrebbero partire nel 2027 e durare almeno tre anni. “Riteniamo fondamentale che un processo di tale impatto venga gestito con la massima trasparenza e partecipazione”, scrivono in una nota Cimo, Aaroi Emac, Fvm, Anaao Assomed, Fials, Uil Fpl, Nursing Up e Nursind.
La richiesta di incontro
Le segreterie sindacali aziendali hanno inviato una richiesta urgente di incontro all’assessore regionale alla Salute, per conoscenza al direttore generale dell’Asp di Palermo. Vogliono sapere come sarà gestita la struttura durante il lungo periodo dei lavori.
L’incontro del 13 ottobre
Secondo i sindacati, le prime indicazioni sulla durata degli interventi sono emerse nell’ultimo incontro con la direzione generale dell’Asp, il 13 ottobre. Ad oggi, però, non ci sarebbero comunicazioni ufficiali e dettagliate su tempistiche, riorganizzazione dei servizi e soluzioni per garantire l’assistenza.
Reparti e servizi
Le questioni principali sono due: la continuità delle prestazioni sanitarie e il futuro occupazionale del personale. Sul primo punto, le organizzazioni chiedono dove saranno trasferiti i reparti strategici, le attività ambulatoriali e i servizi di emergenza-urgenza. Il riferimento è in particolare al Pronto soccorso, ad Anestesia e rianimazione e all’Unità di Terapia intensiva coronarica. L’obiettivo è evitare pesanti ripercussioni sull’utenza, l’allungamento delle liste d’attesa e difficoltà di accesso alle cure.
Il nodo dei lavoratori
Altrettanto delicata è la questione occupazionale. I sindacati chiedono garanzie sulla stabilità del lavoro e sulla ricollocazione temporanea del personale sanitario e amministrativo. Chiedono le stesse garanzie per i dipendenti delle ditte esterne che garantiscono servizi essenziali come pulizia, mensa e vigilanza.
Il tavolo di confronto
Le sigle chiedono un riscontro formale sui piani organizzativi predisposti dalla Regione e l’apertura immediata di un tavolo di confronto pubblico, o di un incontro con le rappresentanze sindacali e locali. Vogliono certezze sull’assistenza ai cittadini nei tre anni di lavori, su quali strutture accoglieranno reparti e servizi trasferiti e su quali saranno le garanzie per i lavoratori.

