PALERMO – Palermo ricorda il presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, ucciso nel giorno dell’Epifania del 1980, con una cerimonia sul luogo dell’agguato, in viale Libertà, dove il politico democristiano fu freddato da un kiler ancora senza nome mentre era in auto, con i colpi di una pistola calibro 38.
Alla cerimonia hanno partecipato il figlio Bernardo, i nipoti dell’ex presidente della Regione, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il sindaco Roberto Lagalla, il presidente della Regione Renato Schifani, il presidente della Commissione regionale antimafia Antonello Cracolici, i magistrati Lia Sava (procuratrice generale presso la Corte d’appello di Palermo), il presidente della Corte d’Appello Matteo Frasca, Antonio Balsamo (sostituto procuratore generale in Cassazione, in procinto di essere nominato presidente della corte d’Appello di Palermo) e l’ex sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando, attualmente europarlamentare, che con Mattarella ha fatto i suoi primi passi in politica. Alla cerimonia hanno preso parte i vertici delle forze dell’ordine.
Il ricordo del sindaco di Palermo Lagalla
“A quarantasei anni dall’omicidio mafioso di Piersanti Mattarella, Palermo e la Sicilia intera rinnovano un dovere che non è solo della memoria, ma della coscienza civile”. Così il sindaco di Palermo Roberto Lagalla che stamattina ha partecipato alla cerimonia in via Libertà in ricordo del presidente della Regione Piersanti Mattarella.
“Piersanti Mattarella – continua Lagalla – non fu soltanto una vittima della violenza mafiosa: fu un presidente della Regione che seppe indicare, con largo anticipo sui tempi, una Sicilia possibile, fondata sulla legalità amministrativa, sul rigore morale e sulla netta separazione tra politica e interessi criminali. Il suo assassinio ha segnato uno spartiacque drammatico nella storia del nostro Paese, mostrando quanto potesse essere pericolosa una politica autenticamente riformatrice in una terra soffocata da poteri occulti e collusioni. Per la Sicilia, Mattarella ha rappresentato il tentativo concreto di rompere un sistema, pagando con la vita la coerenza delle proprie scelte”.
“In questa ricorrenza, desidero esprimere un ringraziamento sincero alla Procura della Repubblica di Palermo che, nonostante decenni di misteri, zone d’ombra e depistaggi, continua con determinazione e rigore a cercare la verità su un delitto che ha sconvolto la coscienza democratica del Paese. Gli sviluppi investigativi degli ultimi mesi dimostrano che la ricerca della giustizia non conosce prescrizione morale e che lo Stato non rinuncia, anche a distanza di tanti anni, al compito di fare piena luce. Ricordare Piersanti Mattarella oggi significa ribadire che la sua lezione politica e umana resta attuale: una lezione di responsabilità, sobrietà e servizio alle istituzioni che Palermo e la Sicilia sono chiamate a raccogliere ogni giorno”.

Schifani: punto di riferimento per chi crede nella buona politica
“Piersanti Mattarella rappresenta ancora oggi un punto di riferimento essenziale per tutti coloro che credono nella buona politica, nella legalità e nel riscatto morale della Sicilia. Il suo coraggio nell’opporsi alle infiltrazioni mafiose e la sua integrità nell’esercizio delle funzioni pubbliche sono un’eredità preziosa che continua a ispirarci – ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani -. Il tempo trascorso non cancella l’esigenza di verità e giustizia. Auspichiamo – aggiunge Schifani – che le nuove attività investigative in corso possano finalmente fare piena luce su questo omicidio. Figura di spicco riconosciuta anche a livello nazionale per una visione nuova e riformatrice della politica, fedele ai valori della Costituzione e strenuo difensore dello Statuto siciliano che considerava strumento fondamentale di sviluppo per questa terra, il suo esempio continua a indicarci la strada per una Sicilia libera dalla mafia e proiettata verso il progresso economico e sociale”.
Barbagallo: “Mattarella ispirazione per chi governa”
“Un delitto senza verità, tra depistaggi e fastidiosi silenzi. Quello di Piersanti Mattarella è ancora un mistero, sia sui mandanti sia sugli esecutori materiali. Apprezziamo lo sforzo della Procura di Palermo che è riuscita ad aprire squarci di luce e sosteniamo i magistrati che continuano a cercare la verità, nonostante il tempo trascorso. Oggi è il giorno del ricordo di un presidente della Regione che sognava una Sicilia dalle carte in regola,un fine legislatore e profondo conoscitore della macchina amministrativa regionale, un politico che non è mai sceso a compromessi ispirato unicamente dal bene supremo per la Sicilia e i suoi cittadini e cittadine. Una riferimento fondamentale per chi si occupa della cosa pubblica in Sicilia, dove la classe politica e dirigente non si dimostra allo suo stesso livello”. Lo ha detto questa mattina a Palermo il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, a margine della commemorazione di Piersanti Mattarella.
La Russa: onoriamo la memoria di Piersanti Mattarella
“Onoriamo la memoria di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980. La sua azione, fondata su rigore, trasparenza e rispetto delle istituzioni, resta un riferimento alto per chi crede in una Sicilia e in una Italia libere dalla criminalità organizzata. Il suo esempio continua a richiamarci al dovere della legalità e del servizio al bene comune – scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa -“.
Fontana: un esempio e un richiamo all’impegno per la legalità
“Il 6 gennaio 1980 veniva assassinato Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Siciliana, colpito dalla mafia mentre si recava a Messa con la famiglia. Uomo delle istituzioni, seppe opporre alla criminalità organizzata il rigore dell’azione amministrativa, la trasparenza e una profonda dirittura morale. Il suo esempio resta un richiamo attuale all’impegno per la legalità, la buona politica e il servizio al bene comune. Al Presidente Sergio Mattarella e a tutti i familiari rivolgo il mio pensiero e la mia vicinanza”. Così il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
Cracolici: la verità mancante è un punto nero della democrazia
“La verità che manca sull’omicidio di Piersanti Mattarella è un punto nero della nostra democrazia – ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici –. Fare chiarezza su quegli anni e sul contesto che portò all’assassinio di un presidente della Regione che sperava in un cambiamento per la sua terra, che aveva un’idea di Sicilia diversa, ‘dalle carte in regola’, libera dalla rassegnazione e dalle corruttele, è il senso che anima giornate di memoria come quella di oggi. Il suo impegno deve essere uno stimolo per tutti noi a non cedere alla rassegnazione e all’indifferenza contro la mafia”.
Russo (FdI): “Mattarella uomo delle istituzioni”
“Piersanti Mattarella è stato un amministratore rigoroso e coraggioso, un uomo delle istituzioni che ha servito la Sicilia e lo Stato nel segno della legalità, della trasparenza e del rinnovamento della vita pubblica”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia e componente della Commissione parlamentare antimafia Raoul Russo, intervenuto alla commemorazione svoltasi questa mattina a Palermo. “Da presidente della Regione Siciliana – ha aggiunto Russo – seppe imprimere una svolta netta all’azione amministrativa, opponendosi con fermezza ai sistemi di potere opachi e alle collusioni che mortificavano la Repubblica. La mafia lo considerò un nemico perché colpì interessi concreti, legati alle infiltrazioni economiche e al controllo degli appalti pubblici”. “Il suo esempio, quello di una politica fondata sul rispetto delle regole e sul coraggio delle scelte, anche quando queste comportano isolamento e rischi personali, resta ancora vivo in tutti noi. La sua lezione continua a vivere nelle istituzioni e rappresenta un riferimento per chi crede in una Sicilia e in un’Italia più giuste”.
Il prefetto Mariani: la magistratura farà luce sul delitto
“L’anno appena trascorso – ha detto il prefetto di Palermo, Massimo Mariani – ha segnato un ulteriore passo avanti per quanto riguarda la ricerca di una verità processuale su una vicenda tragica che ha segnato profondamente la storia della Sicilia, ma in generale la storia del nostro Paese. Credo che dobbiamo avere grande fiducia nell’azione incessante della procura di Palermo. Speriamo che questo questa attività così importante possa portare a dei risultati che facciano luce su un pezzo di storia importante del nostro Paese. Ecco, io ho fiducia nel lavoro della magistratura”.
Mattarella, il ricordo dell’Asael
“46 anni fa, nel giorno dell’Epifania, veniva ucciso il democristiano Piersanti Mattarella, espressione di quella nuova generazione di politici siciliani che, con coraggio e visione, hanno provato a portare legalità e modernità in una terra tradizionalmente refrattaria a questi valori”. L’Asael, presieduta da Matteo Cocchiara, ricorda così il suo fondatore e primo presidente, “che ebbe la grande visione della necessità di un decentramento amministrativo quale strumento di partecipazione popolare al governo dei territori”.

