PALERMO – Il Tribunale di Palermo, in funzione di Giudice del lavoro, ha stabilito che tre dei collaboratori reclutati dall’Asp di Palermo, nel 2020, durante l’emergenza Covid-19 con contratti di collaborazione coordinata e continuativa erano in realtà lavoratori subordinati a tempo determinato.
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L’Azienda dovrà regolarizzare la loro posizione nella gestione dipendenti INPS e versare a ciascuno 8.051,36 euro di risarcimento, oltre rivalutazione e interessi, più le spese di lite. I ricorrenti sono stati assistiti dallo studio P.Mms Legal e da Simonelli & Mandalà.
I tre Co.co.co. avevano prestato servizio per l’Azienda nell’emergenza pandemica, tra la Fiera del Mediterraneo ed altre strutture dell’Asp in provincia, con contratti di collaborazione più volte prorogati. Sostenevano di aver lavorato con vincolo di orario e sotto il potere direttivo e di controllo del datore di lavoro e hanno chiesto l’accertamento della subordinazione e il risarcimento del danno. Nella sua decisione il Tribunale ha richiamato la Cassazione: il nome dato al contratto non basta, occorre “dare prevalenza alle concrete modalità di svolgimento del rapporto di lavoro”.




