Palermo, corsa per 4 posti da aggiunto. Si ritira Di Matteo

Palermo, corsa per quattro procuratori aggiunti. Si ritira Di Matteo

Di Matteo
I nomi in lizza per diventare vice di Maurizio de Lucia
VERSO LE NOMINE
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PALERMO – La rivoluzione alla Procura di Palermo si completerà a breve, forse già la prossima settimana. Saranno nominati quattro nuovi procuratori aggiunti, i vice del capo dell’ufficio Maurizio de Lucia. La partita si fa ancora più complessa visto che si è ritirato, revocando la domanda, Antonino Di Matteo che non avrebbe avuto avversari. Uno dei posti sarebbe stato sicuramente suo.

Chi ha lasciato l’incarico

I posti da ricoprire sono quattro, lasciati vacanti allo scadere degli otto anni di incarico da Paolo Guido (oggi procuratore di Bologna), Sergio Demontis, Marzia Sabella (fuori ruolo e collaboratrice della commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico) e Annamaria Picozzi (nominata sostituto procuratore generale a Palermo).

L’incarico che era stato di Ennio Petrigni (andato a guidare la Procura di Enna) nei mesi scorsi è stato ricoperto da Vito Di Giorgio. Attualmente gli aggiunti in servizio sono Laura Vaccaro e Massimo Palmeri.

Dalla corsa era già uscito l’attuale procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che a breve si insedierà alla guida della Procura di Termini Imerese.

In nomi in corsa

Ci sono in lizza Maurizio Bonaccorso, Francesco Del Bene, Gianluca De Lero, Caterina Malagoli, Francesca Mazzocco, Piero Padova e Massimo Russo.

Tutti hanno lavorato o lavorano a Palermo. Malagoli per anni è stata alla Direzione distrettuale antimafia palermitana dove è di recente rientrata come sostituto procuratore. In mezzo, l’esperienza alla Direzione generale detenuti e trattamento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Carlo Marzella, attuale sostituto procuratore generale a Palermo, sempre in città ha fatto parte della Direzione distrettuale antimafia: si occupava delle indagini sulla mafia trapanese..

Francesco Del Bene, oggi alla Direzione nazionale antimafia, ha contribuito ad indagini che hanno segnato la storia giudiziaria palermitana e non solo. Coordinò l‘inchiesta che portò alla cattura dei superlatitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo di San Lorenzo, e Mimmo Raccuglia di Altofonte. Era uno dei pm a rappresentare l’accusa al processo sulla trattativa Stato-mafia.

Massimo Russo, oggi alla Procura per i minorenni, per anni è stato in prima linea nelle indagini sulla mafia trapanese e con una parentesi da assessore regionale alla Sanità.

Francesca Mazzocco, sostituto procuratore della Dda di Palermo, è uno dei magistrati che conoscono meglio il fenomeno mafioso a Palermo.

Gianlcuca De Leo, sostituto della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, fa parte del pool di pm che hanno coordinato le indagini che hanno portato alla cattura di Messina Denaro, alla condanna dei fedelissimi del padrino e che potrebbero fare cadere in futuro altre pedine dello scacchiere del capomafia trapanese. Attualmente coordina i pm che si occupano dei reati contro la pubblica amministrazione.

Anche Padova, sostituto procuratore a Palermo, si è occupato per ultimo di indagini sulle cosche mafiose di Agrigento e Trapani e degli uomini di Messina Denaro.

Maurizio Bonaccorso, in servizio a Palermo, ha lavorato a Caltanissetta dove ha seguito indagini e processi sul sistema Saguto e sui depistaggi nell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio. Oggi coordina il lavoro dei pm che si occupano di criminalità diffusa.

Dopo le nomine che saranno decise dal Csm sarà il procuratore de Lucia a distribuire le deleghe, tenendo conto che Di Giorgio si sta già occupando delle cosche mafiose di Palermo e provincia, Trapani e delle misure di prevenzione. Palmeri si occupa di criminalità economica e Vaccaro coordina le inchieste sui reati contro le cosiddette fasce deboli.

Di Matteo revoca la domanda

Ha revocato la domanda Di Matteo, che è stato sostituto procuratore della Repubblica a Caltanissetta e a Palermo, membro togato del Consiglio superiore della magistratura, oggi è sostituto procuratore alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Nella sua carriera ha rappresentato l’accusa in tanti processi contro la mafia “militare”, colletti bianchi, politici, pubblici amministratori e imprenditori. Ed è stato pm del processo sulla trattativa Stato-mafia.


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