PALERMO– La Procura generale ha chiesto alla corte d’assise d’appello di Palermo la condanna a 13 anni ciascuno per Gaetano Cinà e i figli Massimiliano e Francesco, accusati dell’omicidio a coltellate di Vincenzo Chiovaro e Antonino Lupo nella piazza del Borgo Vecchio. Era il 23 aprile 2002. Il pg ha sposato la tesi del nuovo pentito Francesco Chiarello. Secondo Chiarello, i Cinà avrebbero punito con il sangue le molestie delle due vittime nei confronti della figlia di Massimiliano. La dinamica raccontata da Chiarello non ha del tutto convinto però il pg, che ha attribuito al tanto tempo passato le discordanze con i rilievi della scientifica. Rigettate comunque le versioni di Fabio Nuccio, fratello del pentito Antonio, e Giovanna Galatolo, giudicati inattendibili. Questo è il secondo processo d’appello. La Cassazione aveva infatti annullato con rinvio la condanna dei Cinà a 16 anni ciascuno. Oggi il pg ne ha chiesti 13, considerando l’attenuante della provocazione. Il processo è stato rinviato al 8 aprile per le discussioni degli avvocati Toni Palazzotto e Marco Clementi. (ANSA)
La Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna.
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