PALERMO – Laura e Sara avevano lasciato Palermo per inseguire i propri sogni. La prima, trentasette anni ancora da compiere, desiderava allargare la famiglia. Viveva a Spoleto con il marito, era la stimata vice direttrice di un supermercato. Voleva un figlio, ma il suo desiderio di maternità sarebbe stato tra i maggiori motivi di tensione con l’uomo che si è trasformato nel suo assassino.
Laura strangolata, sorpresa alle spalle dal marito
L’autopsia ha confermato la causa della morte che era stata ipotizzata sin dalle prime ore dagli inquirenti: Laura Papadia è stata strangolata. Sarebbe stata colta di sorpresa alle spalle. Gianluca Romita, il marito reo confesso, avrebbe utilizzato un lenzuolo o un indumento, ma su questo aspetto le indagini sono ancora in corso. Ulteriori esami saranno inoltre eseguiti per accertare se la donna fosse incinta.
Sara perseguitata dal collega
Sara Campanella aveva invece ventidue anni, abitava a Misilmeri, alle porte del capoluogo siciliano e stava terminando gli studi all’Università di Messina. Voleva diventare un tecnico di laboratorio biomedico e dopo tanti sacrifici vedeva quel traguardo sempre più vicino. La sua vita è stata spezzata da una coltellata al collo. Per la sua morte è stato fermato il collega di corso Stefano Argentino, un 27enne di Noto, in provincia di Siracusa: si attende l’interrogatorio.
Due giovani palermitane legate dallo stesso destino
Due femminicidi che nel giro di una settimana hanno sconvolto Palermo, città di cui entrambe le vittime erano originarie. Belle, giovani, tenaci, impegnate nello studio e nel lavoro, con importanti progetti da realizzare. Quelle di Laura e Sara, seppur legate dallo stesso tragico epilogo, sono però due storie diverse.
Da un lato c’è un amore tradito dalla ferocia, dall’altro un’ossessione sfociata nel sangue. Laura Papadia e Gianluca Romita erano sposati da quattro anni, ma da un po’ di tempo il loro rapporto sarebbe stato in crisi. La donna, come i familiari hanno confermato dopo il delitto, voleva diventare madre, ma il marito non avrebbe condiviso il suo desiderio. Le liti sarebbero diventate sempre più frequenti.
Laura Papadia voleva un figlio
Laura nei mesi scorsi aveva condiviso la sua esasperazione con il fratello e con le sue amiche: “Lo amava, ma era ormai molto stanca. Aveva deciso di lasciarlo, poi ci ha ripensato sperando che le cose andassero meglio”. E invece sono precipitate, al punto che la mattina del 26 marzo, la 36enne è stata strangolata in camera da letto.
Romita è stato trovato su un ponte che dista pochi chilometri dall’abitazione: ha detto ai poliziotti di volerla fare finita. Ora è in carcere, ma gli inquirenti stanno tuttora indagando per chiarire le modalità del delitto.
Sara voleva laurearsi
Sara avrebbe invece subito insistenti attenzioni da Argentino da almeno due anni. La ragazza non lo aveva denunciato, probabilmente credeva di potere gestire da sola la situazione. E anche i genitori non erano a conoscenza del comportamento del ragazzo. “Non stavano insieme, lei voleva solo che la lasciasse stare, voleva vivere, sognare e laurearsi”, ha scritto poche ore fa sui social la mamma della ragazza, Cetty Zaccaria.
Il ricordo delle due donne
Per le due giovani palermitane uccise a distanza di pochi giorni, sono in programma diverse iniziative di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Per Laura, il Comune di Spoleto ha proclamato il lutto cittadino e gli amici del padre, appassionato motociclista, hanno organizzato un evento per raccogliere fondi da destinare alle organizzazioni che lottano contro il feminicidio.
I bikers si mobilitano per Laura
Domenica 13 aprile, i bikers di tutta la Sicilia partiranno dal piazzale davanti allo Stadio delle Palme, poi le moto proseguiranno in viale del Fante, piazza Leoni, via Brigata Verona, piazza Vittorio Veneto, via Libertà, piazza Politeama, via Dante, dove è prevista una sosta in ricordo di Antonietta Giarrusso, la parruccaia uccisa nel suo negozio nel 2012.
Si continuerà in via Brunetto Latini, via Goethe, via Nicolò Turrisi, via Volturno. Dopo una breve sosta davanti il teatro Massimo, si passerà da via Cavour, piazza XIII Vittime, via Crispi, via Bonanno, fino a Monte Pellegrino.
Lutto cittadino e fiaccolata per Sara
Per Sara già nelle scorse la mobilitazione sociale non si è fatta attendere. Nella Galleria Vittorio Emanuele di Messina è infatti stata organizzata da Udu, Non una di meno e Rete degli studenti, una manifestazione a cui hanno partecipato centinaia di ragazzi.
Sempre nella città dello Stretto, l’Università e le associazioni studentesche, con la collaborazione del Comune, stanno organizzando una fiaccolata. Il corteo partirà giovedì prossimo, alle 19.30, dal cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti. Il Comune di Misilmeri ha inoltre proclamato il lutto cittadino nel giorno dell’ultimo saluto alla ragazza. Saranno anche chiuse le scuole.
Il sindaco di Misilmeri: “Sono giorni di silenzio”
“Misilmeri e i misilmeresi – ha detto il sindaco Rosario Rizzolo – condannano questo vile gesto, questa atroce violenza nei confronti di una giovane donna. Questi sono giorni di silenzio, di lutto e di riflessione dove tutti dobbiamo rispettare l’atroce dolore della famiglia provando a fare discernimento e a chiederci cosa ciascuno può fare per impedire che fatti del genere accadano ancora”.

