Palermo, "è la giustizia, non siamo al mercato"

“È la giustizia, non siamo al mercato”

Cosa chiedono gli avvocati al nuovo governo siciliano
VERSO LE ELEZIONI
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Con grande fiducia attendiamo la creazione di un nuovo governo regionale, nuovo governo che vede tra i competitors più accreditati donne e uomini che provengono dal mondo del diritto (avvocati/magistrati) e che pertanto hanno una competenza specifica delle varie problematiche che attualmente affliggono la Giustizia.

Ma cosa chiediamo noi avvocati siciliani  (24 mila circa) al nuovo presidente della Regione e al suo Governo con urgenza e con priorità rispetto agli annosi problemi che affliggono il nostro mondo.

In primo luogo una particolare attenzione alla cosiddetta “geografia giudiziaria”.

La Sicilia è l’unica regione d’Italia che ha ben 4 Distretti di Corte di Appello.

Per comprendere appieno la peculiarità della nostra Regione basti pensare che in Lombardia (regione più popolosa d’Italia) ci sono solo 2 distretti di Corte di Appello, in Piemonte, nel Lazio e nell’Emilia Romagna un solo distretto, in Calabria 2.

Ovviamente sulle ragioni storiche di tale peculiarità non possono non pesare tutte le problematiche sottese all’esistenza nel nostro territorio di quel fenomeno che viene denominato Cosa Nostra che molto ha inciso sulla più capillare “diffusione” di sedi ove viene amministrata la Giustizia .

I 4 Distretti di Corte di Appello poi ulteriormente si articolano in 16 circondari di Tribunale. Siffatta articolata struttura del mondo della Giustizia rappresenta un segnale forte e tangibile della presenza delle istituzioni (ed in particolare della istituzione Giustizia) nel territorio.

Sennonché da un po’ di tempo a questa parte si assiste alla diffusione dell’idea che anche per l’amministrazione della Giustizia non si può prescindere da suggestioni “mercantilistiche“ del tipo quel Tribunale “costa”  molto o quel Tribunale “rende“ poco  in termini di produttività.

Noi avvocati riteniamo che al di là di tali rappresentazioni i Tribunali rappresentano presidio di legalità nel territorio, segnale indiscutibile della presenza dello Stato.

Dismettere un Tribunale perché “costoso” o perché “poco frequentato” vuol dire lasciare dei gravi vuoti di potere che nella nostra Terra rischiano di essere colmati da forme di giustizia alternativa

Ecco perché prima di ogni altra cosa noi chiediamo al nuovo presidente della Regione ed al suo Governo di non arretrare di un passo sulla geografia giudiziaria.

I 4 distretti di Corte di Appello ed i 16 Tribunali vanno protetti e salvaguardati.

Altro profilo su cui vorremmo che il nuovo Presidente si soffermasse riguarda la tutela della dignità del lavoro degli Avvocati così come in generale dei lavoratori autonomi. 

In questi giorni si parla tanto di salario minimo ritenendo che il lavoro subordinato non        possa più essere mortificato da remunerazioni non congrue.

Analoga considerazione deve essere fatta per gli Avvocati che dalle Pubbliche Amministrazioni della nostra Regione subiscono vere e proprie mortificazioni nella determinazione dei compensi dovuti per lo svolgimento degli incarichi professionali conferiti.

In tal senso è stata persino emanata una Legge (L. 172/2017) che ha ribadito il concetto che anche per i professionisti esiste il cosiddetto “equo compenso”, cioè una retribuzione adeguata al profilo dell’attività che si va a compiere.

Ebbene anche sotto questo aspetto noi chiediamo al nuovo presidente della Regione ed al suo Governo che  prestino attenzione e contrastino forme di vera e propria mortificazione dell’esercizio della professione forense.

Infine ci permettiamo di segnalare il grave problema della inadeguatezza strutturale delle sedi giudiziarie.

I Tribunali isolani non sono più idonei a sopportare il “peso” degli affari di Giustizia che ivi vengono trattati.

E ciò non solo per quanto riguarda l’ormai eccessiva mole di lavoro che ivi transita, ma anche sotto il profilo puramente tecnico.

Occorre ripensare i Tribunali isolani rendendoli più moderni ed efficienti oltre che tecnologicamente più avanzati.

Anche  questo non può non passare attraverso un intervento del governo regionale.

Per il resto tanti sono i problemi che attanagliano il nostro mondo, il mondo della Giustizia, dalla lentezza dei processi, alla insufficienza dell’organico dei magistrati e del personale amministrativo, alla semplificazione dei riti e delle leggi vigenti ed altro ancora che per brevità ometto, ma che noi avvocati, come è nostro costume, siamo sempre pronti ad affrontare, dando il nostro contributo con spirito di collaborazione e nell’esclusivo interesse della collettività.

Avv.Giuseppe Di Stefano

Presidente Unione dei Fori Siciliani


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