Occhionero assolta, ex deputata sotto processo a Palermo

L’assistente “incontrava i boss in carcere”, l’ex onorevole non ha colpe

Cadono le accuse di falso contestate a Giusy Occhionero

PALERMO – Assolta l’ex onorevole Giusy Occhionero. Era imputata di falso. La Procura di Palermo aveva chiesto la condanna ad anno e mezzo di carcere, ma è passata la linea difensiva degli avvocati Giovanni Di Benedetto e Giovanni Bruno.

La ex parlamentare di Italia Viva avrebbe dichiarato che Antonello Nicosia, un tempo esponente dei Radicali, era un suo assistente, consentendogli di entrare assieme a lei nelle carceri senza autorizzazione e di avere incontri con i boss. Solo in un secondo momento, dopo tre ispezioni in istituti di pena siciliani, i due avrebbero formalizzato il rapporto di collaborazione. I falsi ipotizzati erano due e sino caduti nel merito. Uno perché il fatto non costituisce reato e l’altro per non averlo commesso.

Nicosia era considerato un insospettabile. Le indagini lo descrissero invece come “ pienamente inserito in Cosa nostra ” . Parlava come un uomo d’onore, avrebbe progettato insieme ad mafioso Accursio Dimino, danneggiamenti, estorsioni e omicidi.

Utilizzando il ruolo di collaboratore parlamentare di Giusy Occhionero, all’inizio esponenti di Leu, Nicosia incontrava boss detenuti, dava loro consigli, si accertava che non si pentissero e riferiva all’esterno i loro messaggi. Nicosia è stato condannato a 15 anni di carcere in appello, ma le presunte colpe della ex deputata sono cadute davanti al Tribunale.


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