PALERMO – L’imprenditore sta saldando il suo debito fiscale e il giudice per le indagini preliminari revoca il sequestro milionario disposto nel 2023.
L’imprenditore e le società
Il Gip Marta Maria Bossi ha accolto l’istanza degli avvocati Valentina Castellucci e Baldassare Lauria nell’interesse di Giancarlo Milotta e delle società specializzate nel commercio di materiali per l’edilizia: Milotta Group srl di Carini, Lavorefer srl di Alcamo, Lecofer srl di Verona.
Gli indagati sono oltre 20 per un ventaglio dei reati tributari: associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false, emissione di fatture false, occultamento e distruzione di documenti contabili, autoriciclaggio, omessa dichiarazione, indebita compensazione e omesso versamento.
Una sfilza di società cartiere sarebbero state create ad hoc in Sicilia, Lombardia, Veneto e Puglia. Obiettivo: emettere fatture e documenti contabili per operazioni inesistenti.
Le stesse società, una volta incamerati i vantaggi fiscali – oltre nove milioni di Iva non versata – venivano svuotate e i beni trasferiti in altre imprese.
Accordi conciliativi e rateizzazione del debito
Gli avvocati Castellucci e Lauria hanno sostenuto che il sequestro andasse revocato alla luce dell’articolo 12-bis del decreto legislativo 74/2000. Milotta ha pagato quando previsto dagli accordi conciliativi con il fisco e dai piani di rateizzazione. La cifra è superiore al milione di euro.
Il Gip ha condiviso la lettura della difesa e ha ritenuto che, in presenza di un debito in corso di estinzione e in assenza di un concreto pericolo di dispersione della garanzia patrimoniale, la misura reale non potesse più essere mantenuta. Da qui la decisione di disporre il dissequestro e la restituzione di tutti i beni e le disponibilità riconducibili a Milotta.
La difesa
“Questa decisione – osserva l’avvocato Valentina Castellucci – è il portato del nuovo assetto del sistema tributario e del segnale di fiducia che il legislatore ha voluto dare a chi, pur coinvolto in un procedimento penale, sceglie di affrontare il proprio debito con il Fisco, sottoscrive piani di rientro impegnativi e li rispetta con puntualità. La collaborazione con l’amministrazione finanziaria non è un dettaglio, ma un elemento che incide in modo decisivo sulle misure patrimoniali”.
“La decisione del giudice costituisce un importante riconoscimento – aggiunge il legale – dell’atteggiamento di apertura e responsabilità che il Gruppo Milotta ha mantenuto durante la vicenda. Il quadro normativo attuale valorizza la trasparenza e la collaborazione con l’Agenzia dell’Entrate elementi pienamente riscontrati nella condotta del Gruppo che ribadisce il proprio impegno verso correttezza, solidità e continuità operativa, e conferma che tutte le attività industriali, commerciali e finanziarie proseguono regolarmente”.

