PALERMO – È una mini rivoluzione quella decisa dal procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio De Lucia per riorganizzare l’ufficio.
Guido alla pubblica amministrazione
Cambiano le deleghe alla Direzione distrettuale antimafia. La prima grande novità riguarda il procuratore aggiunto Paolo Guido, coordinatore delle indagini che hanno portato all’arresto di Matteo Messina Denaro. Guido, che ha dato la sua disponibilità per il nuovo incarico, coordinerà la delicata sezione reati contro la Pubblica amministrazione. Manterrà per il momento la delega sulle indagini antimafia su Trapani e su Messina Denaro, in attesa della nomina di un settimo procuratore aggiunto. È ancora vacante, infatti, il posto lasciato da Salvatore De Luca, andato a guidare la procura di Caltanissetta. Guido garantirà per un periodo la continuità investigativa, si legge nel provvedimento, “alla luce della pregressa esperienza maturata su quel territorio e del numero e della qualità dei procedimenti attualmente in fase di indagine”.
Mafia a Palermo, tocca a Sabella
Fino ad oggi Guido era titolare di una super delega che raggruppava le indagini sulle cosche mafiose palermitane, trapanesi e agrigentine. La parte palermitana è stata affidato a Marzia Sabella che in questa fase cuscinetto, in attesa dell’arrivo del nuovo aggiunto, continuerà ad occuparsi delle Misure di prevenzione. Per coordinare invece le indagini sulla mafia agrigentina è stato scelto Sergio Demontis, anche lui aveva dato la sua disponibilità, lasciando il gruppo che contrasta i reati contro la pubblica amministrazione affidato a Guido.
Le altre deleghe
Il resto della squadra con cambia ed è composta dai procuratori aggiunti Ennio Petrigni si continuerà ad occuparsi di criminalità diffusa, Laura Vaccaro (violenza di genere e tutela delle vittime vulnerabili), Annamaria Picozzi (criminalità economica”. Tutti e tre avevano chiesto di mantenere le deleghe già ricoperte.
La Procura di Palermo ha un vuoto di organico. Ci sono 12 sostituti procuratori alla Dda a fronte di una pianta organiza che ne prevede 21. In Procura ci sono 47 sostituti contro i 61 previsti.

