È morto a Palermo l’architetto Iano Monaco. Aveva 78 anni. Era stato presidente dell’ordine che lo ricorda con queste parole: “Distrutti dal dolore ricordiamo come l’architettura non sia mai stata solo un mestiere per lui ma una battaglia quotidiana, una responsabilità. Lo sapeva bene: costruire significa lasciare un’impronta nella storia di una città, incidere nello spazio la nostra idea di futuro”.
“Come presidente dell’Ordine degli architetti di Palermo – si legge ancora – ha difeso con passione questa visione. Ha combattuto contro la mediocrità, contro l’abbandono del nostro patrimonio, contro le storture di una città che troppo spesso si piega agli interessi di pochi, dimenticando il bene comune. Palermo perde oggi una delle sue voci più autorevoli, un custode della bellezza e dell’identità urbana, un uomo che credeva davvero nel valore etico dell’architettura – scrivono i colleghi -. Le sue idee continueranno a camminare nelle strade di Palermo, nei suoi progetti, nei suoi insegnamenti, nei giovani architetti che ha ispirato. E ogni volta che vedremo un edificio ben progettato, una piazza che invita all’incontro, una città che cresce con dignità, potremo riconoscere in quell’armonia un frammento del suo pensiero.
Nato a Palermo nel 1947, laureato a Firenze nel 1970, Monaco è stato docente della facoltà di Architettura di Palermo fino al 1986. Nella sua carriera al suo fianco la moglie Gloria Ghiberti e i figli Pierpaolo e Alberto.
Tra i suoi progetti si ricorda in particolare quello del nuovo Palazzo di Giustizia di Palermo con la Piazza della Memoria dedicata ai magistrati uccisi dalla mafia.

