Due palermitani di 49 e 43 anni sono stati raggiunti da una misura di custodia cautelare in carcere nell’ambito delle indagini su otto rapine commesse a Palermo tra luglio e settembre 2026. I due sono accusati, in concorso e a vario titolo, di rapina pluriaggravata, porto e detenzione abusiva di armi e ricettazione. L’indagine è stata condotta dagli agenti della Squadra mobile di Palermo e dai carabinieri della compagnia di piazza Verdi. La Procura aveva inizialmente emesso nei confronti di Z.G., 49 anni, e P.G., 43 anni, un provvedimento di fermo di indiziato di delitto.
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Nel mirino sale scommesse e distributori di carburante
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero concentrato la propria attività soprattutto nel quartiere Falsomiele, prendendo di mira sale scommesse e distributori di carburante. Gli episodi contestati sarebbero complessivamente otto. In una delle occasioni, due rapine sarebbero state portate a termine nel corso della stessa serata. Un contributo alle indagini è arrivato dalle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nelle zone interessate dai colpi.
Palermo, rapine messe a segno con uno scooter
Dall’analisi dei filmati, polizia e carabinieri avrebbero ricostruito le modalità utilizzate durante le rapine. Secondo l’ipotesi investigativa, i due avrebbero agito insieme nascondendo il volto con maschere in lattice. Per raggiungere gli obiettivi e allontanarsi dopo i colpi sarebbe stato utilizzato uno scooter. Gli elementi raccolti nel corso degli accertamenti hanno quindi portato la Procura a disporre il fermo dei due indagati. Il giudice per le indagini preliminari non ha convalidato il fermo, ma ha comunque disposto nei confronti dei due uomini la misura della custodia cautelare in carcere.
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