PALERMO – Se ne andavano in giro con scooter, biciclette e zaini della “Glovo”. Finti raider per consegnare la droga da Ballarò a Mondello. Gli uomini chiave del blitz dei finanzieri del Gruppo pronto impiego sono Vincenzo Di Giovanni e Vincenzo Adelfio, di 27 e 34 anni.
Si sarebbero premurati di ottenere l’autorizzazione dei referenti mafiosi di Porta Nuova per potere spacciare.
Spaccio da finti rider, i nomi degli altri arrestati
Gli altri fermati sono Emanuel Barone, 24 anni, Cristian Caracappa, 24 anni, Pietro Corrao, 20 anni, Giovanni Finocchio, 31 anni, Sani Giovanni Khlelifi, 20 anni, e Tochi Chima Isiguzo, 50 anni.
Le basi operative erano i mercati storici Vucciria, Capo e Ballarò. A confermare il quadro accusatorio ricostruito dalla Procura della Repubblica è stato un membro del gruppo, Angelo Esposito, che ha deciso di collaborare con la giustizia. Ha temuto di essere arrestato e di non potersi più occupare della sua compagna. “Ha bisogno di me, è sofferente, ho fatto tanti sbagli nella mia vita. Voglio dormire tranquillo la sera”, ha detto ai pm.
Spaccio, il via libera di Porta Nuova
Per un paio di anni ha spacciato in via Mongitore. Poi ha capito che stava per finire di nuovo nei guai giudiziari e ha spiegato il suo ruolo di braccio destro di Di Giovanni e Adelfio. Il mandamento di Porta Nuova avrebbe dato il via libera alla rete di spaccio a condizione che fossero i mafiosi a fornire la droga con un impegno minimo di acquisto settimanale e a prezzi più cari rispetto al mercato. All’inizio erano 5 grammi, poi passati a 15.
I cellulari per le ordinazioni degli spacciatori finti rider squillavano di continuo. Di Giovanni avrebbe gestito una sorta dei magazzino- deposito in una casa “vicino al Motel Agip”. Si dava anche un gran da fare nella sua casa di via Mozambico dove era detenuto agli arresti domiciliari. Lo era anche Khelifi.

