PALERMO – L’elezione di Marco Greco, consigliere comunale di Enna del PD, come nuovo segretario regionale dei Giovani democratici, sta agitando gli animi all’interno del partito. Sull’elezione, secondo alcuni iscritti di Agrigento, Palermo, Trapani, Caltanissetta, Messina, Catania e Siracusa, ci sarebbero presunte irregolarità che, secondo gli stessi esponenti democratici, sono al centro di una delibera della Commissione nazionale di garanzia del Pd.
“La decisione di andare avanti con il congresso, facendo finta di nulla, è stato un azzardo – dichiara Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars -, bisognava avere prudenza rispetto alla delibera con cui la commissione di garanzia nazionale comunicava che si poteva procedere solo dopo avere adempiuto a quattro prescrizioni. Per le prescrizioni indicate dai Garanti del partito – aggiunge Catanzaro interpellato dall’ANSA – servivano approfondimenti che non potevano essere fatti certamente in mezza giornata. Ricordo che in passato ho aspettato ben 14 mesi che la federazione di Agrigento del Pd si pronunciasse”.
“La politica è condivisione – prosegue il capogruppo del Pd all’Ars – e se quattro/cinque federazioni si sono dissociate significa che questa condivisione non c’è, e questo mi preoccupa. Invece di includere i giovani in questo modo li mettiamo da parte. Nella prospettiva delle prossime campagne elettorali è fondamentale avere un partito unito, ma questa vicenda più che unire divide: anche perché al congresso dei Giovani ci sono state presenze esterne che si sono adoperate per farlo diventare una specie di congresso dei grandi”.
Giovani democratici: “Indignati dal tentativo di sovvertire il risultato”
“Siamo sconcertati dall’indegno tentativo di sovvertire l’esito del congresso regionale dei Giovani democratici siciliani – si legge in una nota firmata dai sette segretari delle federazioni provinciali dei Giovani democratici –. Siamo basiti dalla decisione di quella sparuta minoranza di dirigenti e iscritti, che, dopo aver organizzato e partecipato alle proprie assemblee congressuali provinciali, oggi disconoscono il percorso congressuale. È un’evidente contraddizione il fatto che qualcuno di questi lamenti irregolarità ma si sia fatto eleggere nell’ambito di questo stesso percorso congressuale. Si tratta di una malcelata polemica strumentale”.
“È evidente la correlazione tra una decisione tanto contraddittoria e le dichiarazioni scomposte e diffamatorie del deputato regionale Tiziano Spada che – aggiungono – a 35 anni continua ancora a interferire sulle vicende della Giovanile, lavorando sottotraccia prima per bloccare il congresso e poi per delegittimarlo e del consigliere regionale lombardo Paolo Romano. Troviamo, inoltre, strumentale la scelta comunicativa di firmare le critiche al congresso con ‘gli iscritti delle federazioni di’, fingendo di rappresentare intere federazioni che sono invece state unanimi sul percorso congressuale. Chiunque abbia partecipato ai nostri consessi, ha potuto constatare la partecipazione a questo percorso della stragrande maggioranza degli iscritti, nonché la scrupolosità degli adempimenti compiuti”.
I Giovani democratici siciliani sono da oggi in mobilitazione permanente – concludono -, a difesa della democrazia e contro le ingerenze di filiere istituzionali e le scorribande di consiglieri regionali che nulla dovrebbero avere a che fare con la nostra organizzazione”, dicono i segretari provinciale dei Gd Davide Gallina (Trapani), Federica Giarratano (Caltanissetta), Davide Conti (Enna), Aurora Caggegi (Catania), Niccolò Monterosso (Siracusa(, Matteo Migliore (Ragusa), Nicolò Di Marco (Messina).

