PALERMO – Passo avanti nelle trattative sulla cabina di regia che dovrà guidare il Partito democratico siciliano. Manca soltanto l’ufficialità ma la strada sembra segnata: dopo l’addio di Anthony Barbagallo alla segreteria regionale, sarà un direttorio a guidare il partito. Restano da definire alcuni dettagli, che saranno al centro di una riunione convocata dalla segreteria nazionale per lunedì pomeriggio.
Un triumvirato per il Pd siciliano
Al momento l’ipotesi più accreditata è quella di un triumvirato con la presenza dell’ex ministro per il Sud, oggi responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano. A lui il compito di coordinare il nuovo organismo nel quale troverà posto lo stesso Barbagallo. La terza postazione sarà assegnata ad un nome proposto dall’area Bonaccini: in pole position la segretaria provinciale di Palermo Teresa Piccione, vicina all’europarlamentare Giuseppe Lupo, ma è in corsa anche il capogruppo all’Ars Michele Catanzaro.
Provenzano è arrivato a Palermo venerdì 30 ottobre per partecipare ad alcune iniziative pubbliche, tra cui il corteo dello sciopero generale (FOTO-VIDEO), e l’occasione è stata propizia per alcuni incontri che avrebbero sbloccato l’impasse. Il condizionale è d’obbligo dal momento che alcune componenti dem non considerano la partita del tutto chiusa e spingono per un allargamento netto del direttorio.

Trattative sul direttorio che dovrà guidare i dem
In pressing per avere una propria rappresentanza ufficiale nel nuovo organismo ci sono i giovani democratici, rappresentati dal consigliere comunale di Enna Marco Greco, e le donne dem, con Cleo Li Calzi. I loro incarichi ad ogni modo restano in piedi. Resta da capire anche se l’area Orfini, guidata da Antonio Rubino, resterà fuori dalla stanza dei bottoni. C’è poi la questione dei territori: per garantire una adeguata rappresentanza alla Sicilia orientale potrebbero entrare in gioco anche i deputati regionali catanesi Giovanni Burtone ed Ersilia Saverino.
L’incontro di lunedì con la segreteria nazionale
Se ne discuterà lunedì, anche se dal Nazareno lasciano intendere che non ci saranno margini per rimettere tutto in discussione. Possibile un allargamento a cinque ma sul ruolo di garante assegnato a Provenzano e sulla presenza (contestatissima) del segretario uscente Barbagallo non ci sarà discussione. Sul tavolo ci sarà anche il nodo relativo agli organismi del Pd rimasti attivi dopo le dimissioni di Barbagallo: tra questi l’Assemblea, la Direzione e la Commissione di garanzia. Una parte dei dem vorrebbe rivedere il tutto.
L’incontro di lunedì sarà una riedizione di quello andato in scena nei primi giorni di agosto, quando la segretaria Elly Schlein chiese a gran voce “compattezza” al Pd siciliano. Sono passati quasi tre mesi da quell’incontro e la situazione si è sbloccata soltanto con le dimissioni di Barbagallo. Per lunedì è stata convocata l’intera deputazione regionale, nazionale ed europea. Parteciperanno anche i componenti siciliani della Direzione nazionale del partito. Non è ancora chiaro se alla riunione, in remoto, insieme con il responsabile Organizzazione del partito Igor Taruffi, sarà presente anche Schlein.

Il mandato del direttorio
Una volta trovata la sintesi sulla cabina di regia che dovrà prendere le redini del partito, si passerà al mandato. A Provenzano il compito di pacificare i dem di Sicilia dopo anni di faide e di traghettarli verso le prossime sfide, a partire dalle primarie nazionali. Schlein ,contrapposta al leader M5s Giuseppe Conte, avrà bisogno di un Pd siciliano unito per ottenere il ruolo di portabandiera del campo largo.
All’orizzonte anche le elezioni regionali. Barbagallo aveva garantito sul fatto che il Pd avrebbe proposto presto agli alleati un candidato governatore ma lo scenario ora potrebbe cambiare. Cresce nel partito la componente di chi pensa che sia giusto appoggiare Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente al quale è stata appena rafforzata la scorta dopo le sue denunce sulle presunte infiltrazioni mafiose nelle imprese di pulizie degli ospedali palermitani.
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E La Vardera ‘nomina’ Dipasquale suo assessore
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