Elly Schlein, il Pd siciliano e la rissa sfiorata: "Ora serve unità"

Pd, Schlein apre ufficialmente il dossier Sicilia: “Serve un partito unito”

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Riunione con la deputazione siciliana: ci saranno nuovi incontri

PALERMO – Cinquanta minuti per aprire il dossier Sicilia e ricordare a tutti che l’avversario non è dentro il partito, ma fuori. Elly Schlein affronta ufficialmente la faida che da quasi due anni provoca profonde lacerazioni nel Partito democratico siciliano. Lo fa con una riunione in remoto, alla quale è stata invitata l’intera deputazione regionale, nazionale ed europea, oltre ai componenti siciliani della Direzione nazionale e al segretario regionale Anthony Barbagallo.

Il Pd e le prossime sfide elettorali

Obiettivo “fare il punto sulla situazione regionale del partito e sulle sfide che attendono il Pd in Sicilia“, come recita la nota diffusa lunedì sera e condivisa dalle parti in gioco. E tra quelle sfide ci sono inevitabilmente le Regionali, ma la nota ricorda anche le Politiche e le Amministrative (nel 2027 si voterà a Palermo).

Schlein e Taruffi incontrano il Pd siciliano

Accanto alla segretaria il responsabile organizzativo dem Igor Taruffi, che fu testimone di uno dei momenti di massima tensione vissuti dal Pd siciliano. Era il 27 gennaio 2025 e all’Astoria Palace di Palermo, dove si discutevano le regole per il congresso regionale che poi avrebbe confermato Barbagallo, si sfiorava lo scontro fisico sotto agli occhi dell’inviato di Schlein.

Igor Taruffi
Il responsabile organizzazione del Pd Igor Taruffi

Schlein: “Le divisioni si affrontano discutendo di politica”

A distanza di 18 mesi la rissa è fortunatamente un lontano ricordo ma le divisioni restano. Il nodo, secondo il verbo di Schlein, si affronta “discutendo di politica” e con “un partito unito” che dimostri “senso di responsabilità”. All’incontro parlano solo Schlein e Taruffi, ma non perché il dibattito sia stato vietato. Da entrambe le parti in lotta, infatti, si preferisce evitare interventi che potrebbero innalzare la tensione provocando le stesse scene di 18 mesi fa davanti alla segretaria.

Schlein: “Serve un Pd unito”

L’incontro, del resto, è stato chiesto da mesi sia dalla fazione vicina a Barbagallo che da chi non si riconosce nella guida del segretario regionale. Ci saranno altre occasioni per entrare nel merito della vicenda e cercare una ricomposizione del quadro in vista delle prossime scadenze elettorali. C’è una coalizione di centrosinistra da guidare alle prossime Regionali e c’è il voto per le Politiche: al Nazareno intendono potere fare affidamento sulla Sicilia, una regione ‘ritrovata’ dopo i buoni risultati del referendum sulla giustizia. “Serve un partito unito”, è il mantra che arriva dalla segretaria ai litiganti di Sicilia.

Dalla segreteria nazionale anche l’invito a tutti i contendenti affinché mantengano un profilo basso. Nessuna dichiarazione, nessuna presa di posizione pubblica dopo l’incontro. Una scelta ben precisa per evitare ancora una volta che il dibattito si infiammi sui giornali e non nelle sedi opportune.

L’ipotesi di un commissario per il Pd siciliano

Nel corso della riunione con il Pd siciliano vengono pronunciate anche le parole “assetto organizzativo e politico”. Un passaggio nel quale il fronte contrario a Barbagallo vede una chiara volontà di rivedere qualcosa nella cabina di regia del partito siciliano.

Si vedrà se sarà davvero così e se le voci che indicano un ruolo da commissario per Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd che potrebbe affiancare Barbagallo nella gestione del partito, saranno confermate. Un percorso di pacificazione complicato, che si intreccia con le dinamiche di coalizione che vedono i dem impegnati nel rompicapo della leadership alle Regionali.

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I dolori del campo largo siciliano

Ismaele La Vardera, alleato sempre più scalpitante, chiede la convocazione immediata di un tavolo di coalizione per sciogliere il nodo del candidato presidente, mentre indiscrezioni romane parlano di una richiesta avanzata dal Movimento cinque stelle al Pd per ottenere la nomination in Sicilia.

Tutto questo senza dimenticare l’affaire De Luca: un pezzo del Pd continua il dialogo con il sindaco di Taormina, che intanto prosegue la sua campagna acquisti, ma una parte della coalizione (Avs su tutti) vede come il fumo negli occhi la possibilità che il leader di Sud chiama nord abbia un ruolo nel campo largo. Di questo, e non soltanto delle ricomposizioni interne, è composto il dossier Sicilia che ora è ufficialmente sul tavolo di Schlein.


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