Onorevole Chinnici, come la mettiamo?
“Siamo in un momento delicato, il gesto del segretario regionale apre una fase nuova di rilancio del partito. Bisogna riconoscerlo ed essergliene grati”.
Valentina Chinnici, parlamentare regionale, osserva quello che succede nel Pd siciliano. Le dimissioni del segretario, Anthony Barbagallo, hanno davvero aperto una fase nuova. Ma il futuro resta incerto, forse, pericolante.
Dunque, onorevole, dopo la gratitudine cosa c’è?
“Insisto su questo. Non è stato facile e non era scontato. Davanti a polemiche e vicende che si trascinavano da tanto tempo, il segretario ha scelto di farsi da parte, per favorire l’unità. Ora non ci sono più scuse per nessuno. Tutti insieme dobbiamo andare avanti”.
Cosa succede adesso?
“Sarà la segreteria, Elly Schlein, a indicarci, come sempre, la strada migliore”.
Sì, ma se la immagina una eventuale cabina di regia, un triumnvirato, un direttorio, in trattativa con gli alleati o in campagna elettorale, senza una figura riconoscibile?
“Ci sarebbe nel caso un portavoce, comunque un punto di riferimento. Una figura riconoscibile, invece, già c’è. Parlo di Peppe Provenzano, un personaggio di assoluto rilievo”.
Che alcuni indicano come il candidato presidente del Pd alle prossime elezioni regionali.
“Certamente sarebbe un ottimo candidato, proprio per le qualità politiche e umane che sono inscritte nel suo ampio e solidissimo curriculum, ma ha anche un ruolo di assoluta importanza nazionale come responsabile Esteri e Cooperazione internazionale del partito. Se sarà disponibile lo sosterremmo con grande forza ed entusiasmo, ma è una scelta delicata che certamente deve ponderare lui insieme alla segretaria”.
La linea è sempre quella?
“Sì. Il Pd a mio parere deve assumersi la responsabilità di indicare un nome. Se non ci fosse condivisione, andremmo alle primarie. Penso che le primarie siano, a questo punto, lo scenario più probabile. Oltretutto appartengono al Dna del nostro partito”.
A prescindere dalle dinamiche di coalizione, come vede la vera sfida politica, con gli avversari del centrodestra?
“Parliamo di un centrodestra siciliano travolto dalla questione morale, col governo Schifani. Il centrodestra degli inquisiti, delle mancette e del malgoverno che ha sperperato milioni di euro anche con l’ultima variazione di bilancio per accaparrarsi consensi. Noi abbiamo una proposta forte e alternativa. E dobbiamo riconoscere al segretario anche il suo contrasto alla mentalità delle mancette, ovunque, tanto che ormai tutto il centrosinistra ha preso le distanze con chiarezza da questa pratica clientelare”.
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Altri meriti?
“L’avere dato finalmente protagonismo e voce alla componente giovanile del partito che ha offerto contenuti importantissimi”.
‘Giorgio Chinnici, il rigore e la gentilezza’. Nei giorni del suo compleanno, l’editore Navarra pubblica un libro, a cura di Francesco Lepore, su suo padre Giorgio, criminologo e presidente del consiglio negli anni della Primavera, che ha segnato la storia di Palermo e non solo.
“Un regalo alla comunità da parte di un editore sensibile come Ottavio Navarra. Una memoria che non si cancella. Papà era davvero così. Aveva il rigore delle idee e la mitezza degli uomini giusti”.




