PALERMO – Segregata, picchiata e costretta a prostituirsi si lanciò dal balcone per sfuggire al suo aguzzino. Charles Omo, di origini nigeriane, è stato condannato a otto anni di carcere dal giudice per l’udienza preliminare Marco Gaeta.
La vittima è una sua connazionale tenuta prigioniera in una casa del quartiere Ballarò a Palermo. Decise di ribellarsi dopo l’ultima aggressione con una bottiglia di vetro. La nigeriana fece il gesto estremo di lanciarsi nel vuoto. La caduta fu attutita dalla presenza di una moto ape parcheggiata sotto la palazzina.
Il marito e il figlio la raggiunsero dall’Africa e insieme si sino costituiti parte civile al processo con l’assistenza degli avvocati Ettore Barcellona e Francesco Cutraro che hanno rappresentato anche l’associazione “Donne di Benin City”. Si tratta dell’associazione che ha supportato il sofferto percorso della donna, guarita dalle ferite riportate. Omo era imputato di sequestro di persona, lesioni personali aggravate e minacce.

