ROMA – Omesso controllo sui farmaci che provocano l’anoressia. È questa l’accusa per cui sette alti dirigenti del Ministero della Salute sono finiti sotto inchiesta: secondo gli uomini della Guardia di Finanza avrebbero omesso di vigilare sul regime delle sostanze che provocano l’anoressia. Sostanze messe al bando da oltre un ventennio dalla Food and drug administration, come la norefedrina, nota come fenilpropanolamina, che sostituiva la fendimetrazina, ma che in Italia, anche se vietate, potevano essere acquistate sotto forma di preparati galenici, ossia medicinali preparati nel laboratorio di una farmacia. I militari si chiedono come mai una sostanza vietata per legge non sia stata inserita nella tabella delle sostanze da bandire nei prodotti galenici.
Dagli approfondimenti c’è anche la possibilità di una nuova ipotesi di reato: intralcio all’indagine. I sette avrebbero infatti cercato di allontanare i sospetti suggerendo che la sostanza killer fosse consentita. Una sentenza del Tar però smentisce la tesi degli indagati: la norefedrina è da sempre vietata.

