PALERMO – Quasi 36 mila avvisi bonari per invitare i palermitani a pagare 70mila contravvenzioni per un totale di 28 milioni di euro, prima che il tutto si trasformi in una pioggia di cartelle esattoriali (che faranno lievitare i costi). Da due settimane a questa parte migliaia di cittadini si sono visti recapitare a casa una lettera che chiedeva il saldo (da 12 a oltre 10 mila euro, a seconda dei casi) per verbali della Polizia municipale, scatenando il caos e spingendo Federconsumatori a chiedere una momentanea sospensione.
L’iniziativa è dei caschi bianchi di via Dogali che, applicando una facoltà prevista per legge, hanno deciso di fare un ultimo tentativo prima di passare tutto a Riscossione Sicilia. Il punto è che in moltissimi sostengono di non aver mai ricevuto alcuna notifica della multa. Gli avvisi si riferiscono agli anni 2013, 2014 e parte del 2015 e, dopo che i messi non hanno trovato nessuno in casa, sono rimasti in deposito alla Casa comunale. Si tratta di circa 70 mila contravvenzioni su un totale di 700 mila, in pratica un decimo di quelle elevate dai vigili.
In 1.250 si sono recati agli uffici di via Dogali per ricevere informazioni e, nel 96% dei casi, hanno già provveduto al pagamento o alla rateizzazione. A scatenare le polemiche il fatto che molti sostengano di non aver mai ricevuto alcun avviso. “Il Codice – spiegano dal Comune – prevede che il messo notificatore, in caso di assenza del destinatario, esegua sempre due accessi e nel primo di essi lascia un biglietto di invito a concordare telefonicamente il ritiro o la consegna dell’atto. Solo nel caso di inerzia dell’interessato o di ulteriore assenza del destinatario durante il secondo accesso si procede secondo quanto previsto per legge: lasciare un avviso che informa il destinatario che non si è potuto notificare l’atto, che lo stesso verrà depositato presso la casa comunale e che verrà inviata una raccomandata a/r per informarlo dell’avvenuto deposito; depositare il plico presso la casa comunale; inviare una raccomandata a/r al destinatario del plico per informarlo dell’avvenuto deposito. Nel caso non venga reperito neppure in questa fase il destinatario, viene lasciato un “avviso” di deposito della raccomandata. Trascorso il decimo giorno dal deposito presso la Casa Comunale, la legge prevede che la notifica si intenda correttamente eseguita e da quel momento decorrono i termini per il pagamento”.
Ci sono anche casi in cui il multato ha sì pagato, ma sbagliando l’importo perché hanno pagato oltre i 5 giorni applicando comunque lo sconto previsto per legge per chi salda subito il dovuto. Secondo Palazzo delle Aquile, solo in 90 casi su oltre 1.200 ci sarebbero stati errori da parte dell’amministrazione che ha, per esempio, notificato a un vecchio indirizzo o a un vecchio proprietario di un mezzo.
Di iniziativa dello stesso Comando, a seguito di una recentissima interpretazione dei termini di pagamento con bonifico bancario, si stanno escludendo dall’iscrizione a ruolo gli importi chiesti negli avvisi bonari per i quali l’accredito risulta avvenuto entro i due giorni successivi la scadenza dei termini (5 o 6 giorni dalla notifica). La polemica però non si ferma.
“Dopo due settimane dall’invio, da parte del Comune di Palermo, dei primi avvisi bonari, Federconsumatori è in grado di fare una prima statistica dei casi – si legge in una nota dell’associazione dei consumatori -. Delle oltre duecento persone che si sono rivolte all’associazione, nessuno ha mai ricevuto la notifica delle multe, nessuno ha mai ricevuto la raccomandata di avviso di giacenza, e, in qualche caso, la multa era stata consegnata a persona sconosciuta. Le notifiche delle multe erano state curate da un ente privato che dunque, nell’arco di pochi mesi, avrebbe tentato di consegnare migliaia e migliaia di multe: considerando che ciascun avviso si riferisce da un minimo di una sino anche a sei multe, i 30 mila avvisi di cui si parla si riferirebbero a oltre 50 mila multe. Non trovando mai nessuno a casa, gli addetti avrebbero lasciato gli avvisi di giacenza. Avvisi che, tuttavia, i destinatari affermano di non avere mai trovato nella cassetta delle lettere”.
“A chi si rivolge al nostro sportello, i legali stanno richiedendo, intanto, le copie delle relate di notifica delle multe – puntualizza Lillo Vizzini di Federconsumatori Palermo -. Le multe per le infrazioni al Codice della Strada vanno pagate, ma è un diritto del cittadino ricevere la notifica dei verbali con le modalità prescritte dalla legge. Se questo non dovesse essere avvenuto, si aprirebbero le porte per migliaia di ricorsi, una volta che saranno arrivate le cartelle, con costi enormi per l’amministrazione comunale, e, di conseguenza, per la collettività. È questa la ragione principale per la quale Federconsumatori chiede al Comune di Palermo di sospendere l’iscrizione a ruolo dei presunti addebiti, finché non sarà stata fatta chiarezza sulla vicenda”.
I cittadini che avessero ricevuto l’avviso e volessero chiarimenti possono rivolgersi all’ufficio preposto attraverso i nr. telefonici 0916954320 o 0916954308. Informazioni possono essere richieste anche inviando una e-mail all’indirizzo avvisibonaripm@comune.palermo.it

