Pm trasferito da Siracusa | A Palermo mugugni in Procura

Pm trasferito da Siracusa | A Palermo mugugni in Procura

Il pubblico ministero lavorava nel capoluogo aretuseo, ma il Csm lo ha trasferito: c'era il rischio di incompatibilità ambientale.

E' Maurizio Musco
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PALERMO – C’è un nuovo pubblico ministero a Palermo. Fa parte del gruppo che si occupa di rapine e droga. Il suo arrivo, però, non è passato inosservato.

Fino a poco tempo fa il magistrato Maurizio Musco era in servizio a Siracusa, ma il ministro Paola Severino, in piena estate, ha sollecitato il provvedimento di trasferimento in via cautelativa, prima che si concluda l’iter di quello per incompatibilità ambientale. Il sostituto assieme all’ex capo della Procura aretusea, Ugo Rossi, trasferito a Enna, sono finiti nell’occhio del ciclone. In ballo c’è l’ipotesi che avrebbero mantenuto interessi imprenditoriali, in prima persona e attraverso parenti, che ne sconsigliavano la permanenza in città. Accuse sempre bollate come ingiuste dai protagonisti che hanno fatto ricorso in Cassazione contro la decisione della sezione disciplinare del Csm.

Musco, in particolare, avrebbe fatto “un reiterato e distorto uso” della sua “delicata funzione” di magistrato, e avrebbe “consapevolmente e reiteratamente” violato l’obbligo di astenersi da indagini in cui poteva avere un interesse diretto o indiretto. Nell’atto di incolpazione si fa riferimento ad un avvocato a cui sono riconducibili alcune imprese locali. Una di queste aveva stipulato un contratto di locazione con una società del pm.

E qui sta il nocciolo della questione. Nelle stanze del Palazzo di giustizia qualcuno mugugna e si chiede: era davvero Palermo la destinazione giusta per il pm Maurizio Musco? L’avvocato in questione è Piero Amara che è, tra l’altro, il difensore di Mario Bonomo, il deputato regionale indagato, proprio a Palermo, nell’inchiesta sul presunto giro di mazzette pagate ai politici per snellire le procedure di alcuni impianti fotovoltaici.

Si cambia città, Palermo e non più Siracusa, ma il fotovoltaico resta una costante. Il pm replica sereno ai mugugni. Spiega che nel 2011 aveva sì costituito una società per realizzare un piccolo impianto fotovoltaico, ma aggiunge che l’impianto non è stato realizzato per questione tecniche. Nessun interesse nel fotovoltaico, dunque. Settore che il pubblico ministero spiega di non avere mai incrociato nella sua attività di magistrato.

 

 

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