Ponte o emergenze? Faraone: | "L'uno non esclude l'altro"

Ponte o emergenze? Faraone: | “L’uno non esclude l’altro”

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"Chi mette in alternativa le due cose compie un grosso errore", sostiene il sottosegretario del Pd. Che non perde, poi, l'occasione per attaccare il governo della Regione.

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PALERMO – “Emergenze e Ponte: una cosa non esclude l’altra”. Lo scrive il sottosegretario all’istruzione Davide Faraone su Facebook, intervenendo sul dibattito scatenato dalle dichiarazione del premier Matteo Renzi sull’infrastruttura che dovrebbe collegare la Sicilia e la Calabria. Priorità alle emergenze e alla realizzazione di “infrastrutture moderne, reti idriche funzionanti e ospedali”, spiega Faraone. Senza però escludere passi “in avanti nella direzione della realizzazione di infrastrutture moderne. Il ponte sullo Stretto è una scommessa. E può essere un traino per l’ammodernamento di tutta la rete stradale che, è sotto gli occhi di tutti, cade a pezzi ed è soggetta a incuria e cattiva gestione. Il ponte – aggiunge l’esponente del Partito democratico – è un’opera di sviluppo per il Paese. Per una questione di coerenza. Che non deve essere al ribasso, anzi. Chi mette in alternativa le due cose compie un grosso errore. La realizzazione del ponte sullo Stretto può essere stimolo per lo sviluppo complessivo della Sicilia”.

Faraone, poi, mette in guardia la Regione. L’occasione è lo sblocco dei fondi da parte del Cipe e destinati alla spesa corrente della Sicilia. “Siamo stati costretti, come governo nazionale, a prendere una decisione di questo tipo per consentire alla regione di coprire un buco finanziario. Ma è stata l’ultima volta. Non possiamo più distrarre risorse dal progresso e dal futuro. Non possiamo togliere terreno sotto i piedi alle nuove generazioni – scrive ancora -. Non tollereremo più ritardi nel risanamento di un bilancio”.

L’ultima stoccata al governo, Faraone la lancia sul tema dei rifiuti e dell’acqua pubblica. Il riferimento, in questo caso, è alla “rete idrica nel territorio di Messina (da giorni senza acqua), rete idrica arretrata e malmessa. Dietro il vessillo dell’acqua pubblica – sostiene Faraone – si è legittimato un sistema non industrializzato, anacronistico. Con risultati devastanti per i cittadini. Il tutto, chiaramente, unito a una legge regionale inadeguata (e per questo impugnata). Provvedimenti arriveranno anche nell’ambito dei rifiuti – conclude -, settore che vede la Sicilia a livelli disastrosi con una differenziata al 13%, e soprattutto, in calo”.

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