Al Direttore di Live Sicilia
Apprendo con crescente preoccupazione e profondo sconcerto le ennesime notizie riguardanti le criticità e i disservizi che stanno interessando l’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania. L’Etna fa il suo mestiere da millenni, le eruzioni e la cenere vulcanica non sono un evento imprevedibile o una sorpresa improvvisa, bensì una componente strutturale del nostro territorio.
Ciò che invece continua ad apparire del tutto inadeguato è il sistema di risposta e di gestione delle emergenze ideato e messo in atto da chi amministra lo scalo. È inaccettabile che ogni qualvolta si verifichi una chiusura dello spazio aereo o un evento critico, la risposta operativa si traduca in paralisi, disinformazione e grave disagio per le migliaia di passeggeri e turisti lasciati in attesa senza un’adeguata assistenza né risposte certe.
Non possiamo consentire che la prima porta d’accesso della Sicilia continui a mostrare un’immagine di improvvisazione che danneggia gravemente l’economia, l’immagine e il comparto turistico dell’intera isola. L’Etna non può e non deve più essere utilizzata come un alibi per giustificare lacune organizzative e gestionali. È tempo di superare la logica del mero tamponamento dell’emergenza “giorno per giorno”.
Per tali ragioni, da cittadino siciliano e in qualità di deputato regionale, chiedo formalmente e con urgenza alla governance della S.A.C. e propongo:
la definizione e presentazione immediata di un piano emergenziale strutturato permanente, condiviso con le autorità competenti, con le compagnie aeree e con i trasporti su gomma e rotaia, per la gestione tempestiva della cenere vulcanica e l’eventuale re-routing efficiente dei passeggeri verso gli altri scali (Comiso, Palermo, Trapani e scali della Calabria);
l’istituzione di un protocollo d’informazione e assistenza continua ai passeggeri all’interno dell’aerostazione, per evitare scene indecorose di abbandono delle persone nei terminal;
un chiarimento trasparente sulle risorse economiche, tecnologiche e professionali impiegate e la celerità delle operazioni di riapertura dello scalo; la riorganizzazione dello scalo di Comiso in modo da garantire maggiori spazi di sosta per gli aeromobili.
In sostanza, l’impiego di un sistema lineare e rettilineo di manovra degli aeromobili (nose-in) con ausilio di muletti (push-back) per le manovre di sosta piuttosto che la gestione autonoma da parte del singolo aereo (self-manoeuvring) che impone maggiori spazi geometrici, di rotazione e raggio, oltre che distanze da ostacoli, etc., viste le dimensioni degli aerei, impiegherebbe molti meno spazi e permetterebbe da subito la possibilità di incrementare le aree di sosta e quindi le partenze e gli arrivi a Comiso.
L’investimento non sarebbe oneroso ma celere perché si tratterebbe di indicare diverse operatività dell’aeroporto di Comiso, predisporre cartelloni elettronici, destinare personale ed acquistare due (almeno) muletti.
Tale modifica, unita con una maggiore operatività dell’aeroporto (anche h24, o comunque 16/20 ore) ridurrebbe sensibilmente i disagi, in modo tale da non fare percepire il tutto come una tragedia.
Un ulteriore beneficio sarebbe di dotarsi autonomamente di pullman (una trentina) che con autisti somministrati di volta in volta darebbe alle operazioni di transfert un aiuto elevatissimo.
Una indicazione più tempestiva dei ritardi e delle riprogrammazioni dei voli a Comiso permetterebbe agli aerei in partenza ed in arrivo di non sostare per ore nei piazzali, se non piuttosto ripartire vuoti, perché i passeggeri arrivano non in tempo utile. Si tratta di accorgimenti e modifiche basiche in una organizzazione aeroportuale.
In merito alla volontà di privatizzare la Sac esisterebbe una soluzione alternativa che permetterebbe il pervicace controllo di Sac senza perdere la maggioranza pubblica. Previa autorizzazione Enac, che comunque è necessaria anche per la vendita di una quota della società di gestione aeroportuale, si potrebbe creare una partecipata di Sac con il fine della gestione dell’aeroporto di Catania, Avion e commerciale, che a sua volta potrebbe essere ceduta in quota maggioritaria a privati. Il risultato sarebbe mantenere il controllo pubblico dell’aeroporto ed assicurarsi investimenti.
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On. Santo Primavera
Deputato all’Assemblea Regionale Siciliana




