Privatizzazione degli aeroporti | La norma è nel Collegato

Privatizzazione degli aeroporti | La norma è nel Collegato

L'opposizione grillina si ribella, Campo: "Va bocciata". Le perplessità del sindaco Orlando.

LA LEGGE STRALCIO
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Una norma inserita in uno dei quattro disegni di legge ‘collegati’ alla finanziaria prevede la dismissione delle quote pubbliche nelle società di gestione degli aeroporti siciliani. La norma, scritta dal governo, non è ancora stata esaminata dalla commissione Bilancio dell’Ars ma già suscita polemiche. Contrari i 5 stelle ma anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. La norma prevede il taglio dei trasferimenti pubblici per chi non si adeguerà nel giro di 90 giorni da quando sarà pubblicata in Gazzetta se mai verrà approvata. Dubbi di incostituzionalità aleggiano.

“Va bocciato senza se e senza ma. Il rischio che questa disposizione venga inserita tra gli emendamenti al testo definitivo che si appresta a sbarcare in aula a sala d’Ercole è altissimo”. Lo dice la deputata 5 Stelle Stefania Campo. “L’articolo – aggiunge – aggrappandosi alle disposizioni del Testo Unico, prevede la dismissione delle partecipazioni pubbliche degli enti locali in società di gestione aeroportuali. L’intento, in verità, sembra essere un altro, decisamente più subdolo, ovvero quello di avviare la privatizzazione dell’intero sistema aeroportuale siciliano, vendendo le quote detenute dagli enti pubblici, per pochi spiccioli che non servirebbero nemmeno a risanare i bilanci”.

“In questa stessa norma del collegato – prosegue la deputata – il governo regionale concede 90 giorni di tempo per la vendita, pena una riduzione del 10 per cento dei trasferimenti correnti in favore delle amministrazioni inadempienti. Sembra quasi un voler imporre tale scelta ai comuni siciliani che detengono quote aeroportuali. Possibile che la Città Metropolitana di Catania, il Libero Consorzio Comunale di Siracusa e il Comune di Catania che insieme detengono quasi il 27% delle quote di Sac, il Comune di Comiso con il 35% di Soaco, la Città Metropolitana di Palermo, il Comune di Palermo e il Comune di Cinisi che insieme hanno quasi il 76% di Gesap, il Comune di Pantelleria con 10% di G.a.p. non dicano nulla? Sono, o non sono, a conoscenza dello scippo che potrebbe avvenire in piena luce del sole nei loro confronti?”. “Non vorremmo – conclude Campo – che si stia per realizzare il piano dell’ex presidente di Enac, ora attuale consulente del governatore Musumeci, Vito Riggio. Gli aeroporti siciliani sono un patrimonio dell’intera collettività, sono stati realizzati con fondi pubblici, e incassano le tasse di imbarco pagate dai cittadini con l’obbligo di reinvestirli nella manutenzione, nell’adeguamento, nell’investimento anche straordinario delle opere aeroportuali. Riteniamo sia doveroso contrastare ogni tentativo di svendita delle partecipazioni pubbliche nelle società di gestione aeroportuali, al solo fine di risolvere problemi finanziari che nulla hanno a che fare con l’interesse generale”.

“Ho forti dubbi sul fatto che una legge regionale possa imporre processi di privatizzazione che la legge affida ai soci degli aeroporti e non vorrei che la norma in discussione all’Ars serva soltanto a fare indebite pressioni sugli enti locali”. Lo dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “Nessuna chiusura ideologica ma certamente nessuna condivisone per tempi e modalità del percorso previsto dalla legge regionale – aggiunge – Soprattutto per Palermo, mentre la Gesap ha in corso e programmati interventi strutturali per decine di milioni di euro che accompagnano la crescita di traffico e rotte sull’aeroporto il cui valore è in crescita esponenziale, credo sia da escludere del tutto qualsiasi ipotesi di privatizzazione, ancor più se frettolosa e confusa col rischio di favorire solo interessi speculativi”.

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