CATANIA – Seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata al processo di privatizzazione della Sac e alle prospettive strategiche dell’aeroporto di Catania. L’assemblea è convocata per venerdì 6 giugno alle ore 10.30 nell’aula consiliare di Palazzo degli Elefanti.
Seduta straordinaria sulla privatizzazione di Sac
La riunione è stata richiesta dal capogruppo Pier Maria Capuana e da altri consiglieri comunali e convocata dal presidente del Consiglio comunale, Sebastiano Anastasi.
All’ordine del giorno il tema “Processo di privatizzazione della Sac S.p.A., prospettive strategiche dell’Aeroporto di Catania e sistema della mobilità connessa”.
Oltre al sindaco e alla giunta, sono stati invitati a partecipare i vertici della Sac, la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, il Libero Consorzio comunale di Siracusa, le organizzazioni sindacali e le principali associazioni di categoria, tra cui Confcommercio, Cna, Confartigianato, Confindustria, Confesercenti e Coldiretti.
L’obiettivo della seduta è aprire un confronto istituzionale sul futuro della società di gestione dell’aeroporto e sulle ricadute che il percorso di privatizzazione potrebbe avere sullo sviluppo infrastrutturale ed economico del territorio.
Il dibattito dentro e fuori il consiglio comunale
Sì alla privatizzazione della Sac, ma con trasparenza, valorizzazione dell’asset e coinvolgimento del territorio. È la posizione espressa da Piermaria Capuana, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Catania, al termine della seduta straordinaria dedicata al futuro della società che gestisce l’aeroporto Vincenzo Bellini.
“Non siamo contrari alla privatizzazione. Da liberali crediamo nel mercato e riteniamo che l’ingresso di capitali privati possa rappresentare una grande opportunità di crescita, innovazione e sviluppo”, afferma Capuana. “Ma proprio perché crediamo nel mercato, pretendiamo trasparenza, concorrenza, massima valorizzazione dell’asset e pieno coinvolgimento del territorio”.
Per il capogruppo azzurro il punto centrale non è se privatizzare o meno, ma come farlo. “Privatizzare non significa vendere comunque. Significa valorizzare, attrarre soggetti solidi e capaci di garantire investimenti e crescita nel lungo periodo”.
Capuana sottolinea inoltre il legame tra aeroporto e città: “L’aeroporto è parte della città. Le sue scelte incidono sulla mobilità, sul turismo, sull’occupazione e sulla pianificazione del territorio”. Per questo, aggiunge, “Catania deve continuare ad avere una voce autorevole nelle scelte strategiche che riguardano il suo futuro”.
L’esponente di Forza Italia ha infine espresso rammarico per l’assenza dei vertici Sac e della Camera di Commercio alla seduta consiliare, ribadendo la necessità di un confronto aperto con istituzioni, imprese e parti sociali in una fase considerata decisiva per il futuro dello scalo etneo.
Pd: “Privatizzazione illiberale, servono garanzie per lavoratori e territorio”
La Federazione provinciale del Partito democratico di Catania interviene sulla procedura di cessione della quota di maggioranza della Sac, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. “Il tema non è più essere favorevoli o contrari ai privati – dichiara il segretario provinciale, Giuseppe Pappalardo – ma garantire che il futuro piano industriale tuteli i lavoratori e rafforzi il ruolo strategico dello scalo per lo sviluppo della Sicilia orientale”.
Per il Pd è essenziale che Enac eserciti pienamente le proprie funzioni di vigilanza e che la componente pubblica mantenga un effettivo ruolo di controllo a tutela dell’interesse generale. “Occorrono regole di gara trasparenti, la corretta determinazione del valore della Sac, l’esclusione di fondi speculativi e precise garanzie occupazionali e industriali per il territorio, aggiunge Pappalardo”. Il Pd esprime inoltre preoccupazione per un processo che si svolge in un contesto fortemente influenzato dal governo regionale e giudica critica la situazione della Camera di Commercio del Sud Est, socio di maggioranza della Sac, ancora guidata da un commissario straordinario nominato dalla Regione. “Questa operazione rischia di assumere contorni illiberali. Chiediamo massima trasparenza, coinvolgimento delle comunità locali e tutele certe per lavoratori, imprese e territori”, conclude Pappalardo.
Mpa-Grande Sicilia: “No a privatizzazione senza trasparenza e garanzie”
“Non siamo contrari per principio all’ingresso di capitali privati in una grande infrastruttura strategica come l’aeroporto di Catania. Al contrario, riteniamo che un partner industriale qualificato possa rappresentare un’opportunità di crescita e di accelerazione degli investimenti”, dichiarano i consiglieri Orazio Grasso, Bruno Brucchieri e Simona Latino del gruppo Mpa-Grande Sicilia al Comune di Catania.
“Tuttavia non possiamo consentire che il processo avvenga senza le necessarie garanzie e senza un pieno coinvolgimento delle istituzioni rappresentative dei cittadini”, aggiungono.
Nel documento presentato in Consiglio comunale, il gruppo chiede che l’eventuale cessione della Sac sia subordinata all’attuazione del Masterplan aeroportuale, alla tutela dei livelli occupazionali, alla valorizzazione dell’aeroporto di Comiso e alla realizzazione di opere compensative per la città di Catania.
“Ci chiediamo perché si stia procedendo senza una valutazione indipendente e trasparente del reale valore della società”, affermano ancora i consiglieri. “È legittimo domandarsi chi tuteli il patrimonio pubblico se il valore dovesse essere determinato solo dalle offerte degli acquirenti senza un prezzo minimo di salvaguardia”.
Il gruppo solleva inoltre interrogativi sulla governance della procedura e sul piano industriale ancora non pubblicato. “Servono chiarezza sui poteri del CdA e dell’amministratore delegato e sul percorso decisionale”, spiegano.
Sui lavoratori, i consiglieri chiedono “clausole vincolanti che garantiscano il mantenimento dei livelli occupazionali, dei diritti acquisiti e delle condizioni contrattuali per il personale Sac, Sac Service e l’indotto aeroportuale”.
Infine, Mpa-Grande Sicilia chiede un ruolo attivo della Regione e un confronto pubblico sulla procedura: “Non è accettabile che un’infrastruttura strategica possa essere ceduta senza un dibattito trasparente e approfondito. Prima di vendere bisogna conoscere, valutare, tutelare e programmare”.

