Cacciatori di reti nel golfo etneo |"Angeli del mare" puliscono i fondali

Cacciatori di reti nel golfo etneo |”Angeli del mare” puliscono i fondali

LiveSicilia ha seguito alcune ricognizioni subacquee ad Aci Castello. IL VIDEO

CATANIA- Lame affilatissime, cordame pronto all’uso, equipaggiamento spartano e robusto: non bracconieri, ma professionisti della pulizia fondali. Sono i sommozzatori volontari dell’associazione ambientalista Pro Natura Mare Nostrum. Così Michele Palazzo, che ne è il presidente, la presenta: “E’ evidente come, oggi, il senso di cosa comune vada perdendosi sempre più, mentre disseminare sporcizia ha quasi la funzione animale del marcare il territorio. Intanto cresce nell’opinione pubblica un sentimento di ’indignazione’, al quale non seguono quasi mai risoluzioni concrete. Su questi due punti, in controtendenza, vogliamo operare noi”.

L’associazione nasce ufficialmente nel settembre 2010, con un progetto fondante già pronto ad essere attuato. Il gruppo – dopo contatti poco proficui con altre organizzazioni – ha deciso di aderire alla Federazione Pro Natura che, con 67 anni di vita, è la più antica in Italia; peraltro la diramazione catanese è l’unica ad operare sott’acqua. La presenza dei volontari sopperisce anche ad alcuni limiti istituzionali: “Ad esempio, presso l’Area Marina Protetta di Acitrezza”, continua Palazzo, “c’è un unico sommozzatore, costretto per forza di cose a lavorare da solo”. Con tutti i rischi del caso. E proprio nelle acque dell’AMP “Isole Ciclopi”, nell’inverno 2013, la squadra di Pro Natura ha ripescato ben 59 copertoni (qui il filmato, a cura dell’ associazione: https://www.youtube.com/watch?v=rZthtrHypj0 ).

Tra i quasi 200 tuffi, nell’ambito del progetto “SOS RETI”, hanno spiccato quelli sulla franata di S. Maria La Scala: con permanenze ragguardevoli a -58/-60m di profondità e carichi notevoli di fatica e stress. LiveSicilia ha seguito alcune ricognizioni subacquee ad Acicastello. Le prime due immersioni si sono svolte nel sito delle Grottazze: qui, sulla franata a -42 m di profondità, è stata pedagnata una rete da pesca lunga oltre 50m, ovvero segnalata con galleggianti immersi: tutti i recuperi iniziano così. “Questo luogo è un cantiere aperto”, afferma Giuseppe Longo, che coordina le attività di ricerca e recupero. Per tale lavoro si prevede una decina d’immersioni, necessarie a distaccare la rete dagli scogli senza arrecare ulteriori danni ambientali, imballarla e riportarla in superficie mediante palloni gonfiabili: ciò impegnerà una squadra composta da 12 sommozzatori.

“Coi nostri palloni abbiamo una capacità di sollevamento di oltre 1200 kg”, prosegue Longo, senza nascondere l’emozione e la soddisfazione che accompagnano ognuno di questi tuffi. Dalla fase di ricerca alla finale riemersione (detta “Big Bang”), ogni passo è pianificato con cura; anche gli operatori devono rispondere a requisiti di capacità fisica, stile di vita pulito e allenamento costante. Le operazioni, documentate in video, vengono svolte da più coppie autonome i cui membri si tengono costantemente d’occhio alternandosi nello svolgimento dei compiti assegnati. La terza immersione è avvenuta nello specchio d’acqua antistante l’ex Club della Stampa, lo stabilimento balneare distrutto da un incendio nel 2012. Qui un grosso spezzone di rete è stato preparato per il prossimo recupero insieme ad altri copertoni, tubi e rottami metallici: questi provenienti dalle strutture dei lidi, molto spesso scaricate sul basso fondale dopo ogni stagione balneare.

Tra le prossime attività dell’associazione, sempre nelle acque di Acicastello, si conta la rimozione di una decina di nasse e almeno un’altra rete; sono in programma anche ispezioni sul fondale dinanzi a Piazza Europa, che al momento risulta essere il tratto più abbandonato della costa catanese.

 

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