CALTANISSETTA – Il falso pentito Vincenzo Scarantino, quando viveva a San Bartolomeo a mare, in provincia di Imperia, ebbe un violento alterco con il poliziotto Mario Bo. Alterco del quale ha riferito l’ex capo della squadra mobile di Imperia Salvatore Coltraro, deponendo questa mattina in Corte d’Assise a Caltanissetta nel quarto processo per la strage di via D’Amelio, il 19 luglio 1992. Secondo la deposizione del teste, la lite sarebbe avvenuta per motivi di gelosia perché Scarantino aveva avuto da ridire sul fatto che Bo era rimasto solo in casa con sua moglie. Coltraro ha spiegato di essere stato a capo della Mobile di Imperia e incaricato di alcuni servizi di vigilanza nel periodo in cui Scarantino viveva in Liguria dopo l’inizio della sua collaborazione.
”Il giorno in cui avvenne la lite – ha detto Coltraro – stavamo accompagnando Scarantino in Questura a Genova per un interrogatorio. Lui pretese di tornare indietro, dicendo che la moglie era rimasta sola in casa con un mio collega e quindi mi sembrò di capire che provasse una forte gelosia. Fatto sta che tornammo indietro verso San Bartolomeo a mare. Appena arrivati Scarantino scese dell’auto ed entrò in casa e si avventò contro Bo, questi immediatamente disse ad altri due poliziotti che erano insieme a lui di ammanettare Scarantino e non ricordo se addirittura lo schiaffeggiò. Poi riuscii a calmare Scarantino, facemmo ritornare la calma e ripartimmo per Genova per l’interrogatorio”. I pm e i legali delle parti hanno chiesto a Coltraro diversi particolari sulla gestione di Scarantino e il teste ha affermato: ”Ricordo che nella villetta dove viveva Scarantino vidi anche alcuni componenti della Polizia, facenti parti del gruppo incaricato di indagare sulle stragi Falcone e Borsellino. Ho accompagnato Scarantino ad un paio di interrogatori a Genova, in Questura. Scarantino rimaneva dentro per periodi di mezz’ora tre quarti d’ora, poi usciva per 15-20 minuti e rientrava di nuovo. Pensai che forse, nelle dichiarazioni che rendeva, c’erano delle discrepanze e prima di fare un verbale unico volevano interrogarlo per bene”. (ANSA)

