PALERMO – Ridisegnare l’intera mappa delle commissioni parlamentari permanenti dell’Ars, sottoporre il nuovo schema all’Aula, indicare i nuovi componenti e votare la nuova composizione a scrutinio nominale. Questo il percorso principale, regolamento alla mano, per potere dare al gruppo di Controcorrente un posto da componente effettivo della commissione Bilancio di Palazzo dei Normanni.
Controcorrente in commissione Bilancio, ecco come
La composizione delle commissioni è uno dei primi passaggi da effettuare ad ogni nuova legislatura. Il metodo è quello descritto dall’articolo 62 del Regolamento interno dell’Ars. Tocca al presidente dell’Assemblea, infatti, determinare il numero di seggi spettanti a ciascun gruppo “in modo da rispecchiare il più possibile in ciascuna commissione la proporzione” di questi nelle singole commissioni. Si tratta di un passaggio che avviene con la consultazione informale di tutte le forze politiche. Queste, dopo la ripartizione, forniscono i propri nominativi per i vari organismi dell’Assemblea. Alla fine l’ultima parola spetta sempre all’Aula.
Tempi non immediati per ridisegnare la mappa delle commissioni
Un procedimento che viene solitamente replicato a metà legislatura. Non è stato così, però, per quella attuale. La composizione delle commissioni non è mai stata modificata dal 2022 ad oggi. La legittima richiesta di Controcorrente, che ha occupato i locali della commissione Bilancio con i suoi quattro parlamentari per chiedere rappresentanza nell’organismo con diritto di voto, potrebbe essere l’occasione per ridisegnare le sette commissioni permanenti del Parlamento siciliano ma è la tempistica il principale ostacolo a questa operazione.
L’Ars è ormai alle prese con le variazioni di bilancio, che potrebbero essere approvate attorno alla metà di ottobre. Prima di quella data non sarebbe possibile interrompere i lavori per ridisegnare le commissioni e a seguire arriverebbe comunque la Finanziaria. In una eventuale nuova distribuzione, inoltre, bisognerà sempre tenere presente il principio in base al quale ogni deputato può essere parte di non più di due commissioni parlamentari permanenti.

Una strada alternativa
C’è però una strada alternativa, percorribile soltanto con il benestare di tutti i gruppi. Una delle sigle presenti in commissione Bilancio potrebbe dare il proprio seggio a Controcorrente, che in cambio cederebbe la sua sedia in una delle altre commissioni. Una forzatura del regolamento possibile soltanto con il via libera di tutti e, in primis, di colui che dovrebbe passare la mano in commissione Bilancio.
Controcorrente e i lavori della commissione Bilancio
Controcorrente, ad ogni modo, ad oggi ha già la possibilità di partecipare ai lavori della commissione guidata da Dario Daidone. Un rappresentante del gruppo di Ismaele La Vardera può sedere al tavolo, proporre degli emendamenti ed esprimere il proprio parere, che a norma di regolamento è comunque meramente consultivo, sui documenti esaminati.
La Lega: “Anche noi fuori dalla commissione Bilancio”
Anche la Lega, intanto, ricorda di essere fuori dalla commissione Bilancio ma invita ad affrontare la questione “senza trasformarla in una gara a chi alza di più i toni”. Il segretario regionale Nino Germanà critica Controcorrente: “Anche la Lega non ha un proprio rappresentante nella commissione Bilancio. Lo abbiamo evidenziato nelle sedi opportune, ma abbiamo scelto di non occupare commissioni, di non inscenare proteste eclatanti e di non mettere in discussione il rispetto delle istituzioni”. Germanà invita però la presidenza dell’Ars a farsi carico del problema e ad impegnarsi per “garantire la rappresentanza parlamentare”.
*Aggiornamento ore 18:48
I deputati di Controcorrente hanno annunciato lo stop all’occupazione dei locali della commissione Bilancio. “Il presidente Galvagno ci ha fatto pervenire una nota dove, tra le altre cose, ribadisce che l’unico rimedio è portare il tema in capigruppo – dicono -, fermo restando che rimaniamo convinti che la competenza era ed è del presidente, come recita l’articolo 62-ter del regolamento dell’Ars che obbliga il presidente a rimodulare le commissioni dopo 2 anni di legislatura. Per questa ragione e dopo questa rassicurazione abbiamo deciso di interrompere l’occupazione”. La Vardera, Gilistro, Marano e De Leo però ribadiscono: “Finché non ci sarà la capigruppo e finché un nostro parlamentare e uno della Lega non saranno rappresentati, non consentiremo alla commissione Bilancio di riunirsi”.
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Al consiglio comunale di Palermo M5s fuori da due commissioni
I deputati di Controcorrente oggi hanno incassato la solidarietà di un piccolo gruppo di manifestanti davanti all’Ars. Tra questi anche i tre consiglieri comunali del M5s di Palermo, che vivono una situazione analoga. I pentastellati, infatti, sono fuori dalle commissioni Bilancio e Urbanistica.

La capogruppo Concetta Amella, Antonino Randazzo e Giuseppe Miceli chiedono che il presidente del consiglio comunale, Giulio Tantillo, “rispetti la proporzionalità dei partiti nella composizione delle commissioni consiliari”.




