Puzza, conati e dolore: l'eterna vergogna dei Rotoli

Puzza, conati e dolore: l’eterna vergogna dei Rotoli

Lagalla Rotoli
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti

    Condivido pienamente l’articolo del Prof Puglisi che, come come sempre, con grande eleganza sensibilità e spirito critico ha affrontato una problematica che affligge la nostra città. Anche io stamattina ero al cimitero e sono rimasta ancora una volta sconvolta da tutte quelle bare accatastate che, dopo l’estate, si preparano a trascorrere anche l’inverno tra la totale indifferenza da parte di chi dovrebbe porre fine a questo scempio. Cambiano gli amministratori ma la nostra è veramente una “città perduta”

    Città vergognosa e immonda che permette questo orrore nella indifferenza delle istituzioni

    Scempio dell’Uomo che in corso di pandemia si doveva affrontare per via straordinaria con misure tempestive e che invece sta seguendo le procedure burocratiche e amministrative ordinarie.

    Ma come? Non erano loro, gli ex opposizione che si indignavano contro questo sconcio?
    Non era l’ex leghista gelarda, detto due di coppe, che tuonava contro la precedente giunta e aveva la risoluzione del problema?
    E ora? Tutto come prima anzi peggio??
    E pure le battute fuori luogo del sindaco!!

    Ma statevi zitti per favore!!

    R I M P I A N G E R E T E O R L A N DO

    Quando c’era da attaccare o parlare male di Leoluca Orlando erano tutti mobilitati, ora invece che c’è il tanto amato sindaco di centro-destra non si lamenta più nessuno. Vergogna!

    Il Sig. Lagalla etutti i sindaci che si trovano con il problema cimiteri perchè non richiedono poteri speciali per acquisire nuove aree da adibire a camposanti?
    Perchè nopn si preoccupano di costruire forni per la cremazione o riparare quelli esistenti.?
    No trovano più coodo quando possono andare a requisire loculi privati non occupati.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Un telaio di positive riflessioni. L'aspetto morale per me prevale e struttura i valori e il senso della finalità del telaio. L'etica richiede l'attesa di riscontri e sentenze definitive ma la somma di comportamenti non congrui alla missione politica e governativa indebolisce chi la esercita, ciò richiede azioni e visioni conseguenti. I risultati della politica non possono lenti, lentissimi; la società è veloce, la politica è lenta. Gli effetti anche violenti e dolorosi diventano inevitabili.

non facciamo discorsi inutili, la strada é di tutti e la responsabilità di guidare sulla strada é di tutti , auto, camion, monopattini, biciclette, moto, scooter, pedoni...difficile metterli tutti d'accordo! Ma la responsabilità individuale deve prescindere dai preconcetti che ognuno ha sugli altri, la vita é una cosa seria e preziosa rendiamocene conto!

La sanità che vorrei: un Risk Management che previene, non un Loss Adjuster che quantifica i danni Il cittadino dovrebbe poter dire: «Sto male e so che qualcuno si prenderà cura di me», non «Sto male e, se qualcosa andrà storto, farò causa». È questa la vera misura della qualità percepita. Da medico, ritengo che la fiducia nasca dalla certezza di ricevere cure adeguate e sicure. Eppure, il danno ai pazienti assume una dimensione assicurativa e giudiziaria sempre più rilevante, con risorse accantonate per contenziosi e risarcimenti che rischiano di limitare gli investimenti nell’assistenza. La qualità delle cure dovrebbe misurarsi soprattutto dalla capacità di prevenire i danni, non soltanto di risarcirli. Occorre investire in sistemi automatizzati e professionisti capaci di verificare continuamente l’effettiva erogazione e la sicurezza delle cure. Serve un Risk Management operativo, dotato di strumenti e risorse per prevenire gli eventi avversi, non una sanità che aspetti il suo signor Wolf di Pulp Fiction, chiamato a sistemare le cose quando il danno è ormai fatto. Il Loss Adjuster valuta le conseguenze economiche, ma non restituisce la salute perduta. Il tradizionale rapporto fiduciario tra medico e paziente si è progressivamente indebolito, lasciando spazio alla diffidenza e al contenzioso. La risonanza mediatica dei risarcimenti rischia di alimentare l’illusione di facili guadagni giudiziari, favorendo anche forme di intermediazione opportunistica. Per il paziente è spesso una lotteria dall’esito incerto; per chi specula sul contenzioso un’attività redditizia. Il diritto al risarcimento resta sacrosanto, ma la sofferenza non dovrebbe trasformarsi in un’opportunità di profitto. Perché non affidare alla Regione il coordinamento unitario della gestione assicurativa e legale dei sinistri, razionalizzando gli accantonamenti e superando la frammentazione tra aziende, nel rispetto degli obblighi normativi? Le strutture sanitarie potrebbero così concentrare maggiori energie sulla prevenzione e sulla qualità dell’assistenza. La sanità che vorrei investe per evitare il danno, non per organizzarsi sempre meglio a risarcirlo. La riflessione di Roberto Puglisi sulla vicenda della professoressa Maria Cristina Gallo ci pone davanti a un rischio ancora più grave dell’oblio: la normalizzazione dell’inaccettabile, quando persino le tragedie provocate dalle disfunzioni della sanità finiscono per essere considerate inevitabili. Il modo migliore per onorarne la memoria è trasformare quella tragedia in un’occasione concreta di cambiamento, perché dalla sua sofferenza possa nascere almeno un risultato positivo per gli altri pazienti. Nessun risarcimento potrà restituire il tempo perduto o la salute compromessa, ma impedire che simili tragedie si ripetano sarebbe il riconoscimento più autentico del valore della sua battaglia.

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI