PALERMO – Un viaggio di alcuni musicisti popolari alla ricerca di un repertorio che viene però interrotto continuamente dall’irrompere in scena di un personaggio strano e misterioso: Peppe Nappa, la bizzarra maschera siciliana che, sotto l’influsso della luna, esegue alcuni canti legati ai riti e alle tradizioni lunari dell’isola. Questo lo spettacolo della ‘Compagnia Sikania minor deus’, compagnia di musica-teatro che venerdì 27 ottobre si esibirà all’auditorium Rai di Palermo con ‘Quando la Luna cantava – Canti, danze e fiabe della tradizione siciliana’. Uno spettacolo che dimostra la millenaria cultura musicale siciliana, anche con inediti legati alle culture zingare ed ebraiche.
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La luna e Peppe Nappa
Così come i musicisti in scena sono alla ricerca di un repertorio, anche Peppe Nappa cerca una definitiva identità: maschera o essere umano. Il suo comportamento, nonostante l’irruenza, è innocuo ma condizionato dall’influsso della luna. Gli artisti e la maschera si incrociano quindi, interagendo per tutto lo spettacolo. Sullo sfondo c’è la luna, appunto, che ha sempre avuto una profonda influenza sull’animo del popolo siciliano, sul suo immaginario e sulle sue fantasie.
“Lontani dai folklorismi facili”
Aurelio Indaimo (attore, canto), Delfio Plantemoli (chitarra), Carlo Parafioriti (chitarra), Franco Montagna (clarino), Martina Armeli (fisarmonica), Lorenzo Cangemi (fisarmonica) e Calogero Emanuele (percussioni, plettri) hanno restituito una veste regale alla musica tradizionale siciliana, lontana dai luoghi comuni folkloristici e con un repertorio musicale ricercato. “Uno spettacolo che rappresenta una evoluzione del nostro lavoro di ricerca che da anni si concentra sulle tradizioni popolari siciliane – dicono i protagonisti dello spettacolo -. Siamo lontani dai folklorismi facili e dalle nostalgie”.




