CATANIA – È stato presentato “Ecosistema Urbano 2016”, il XXIII rapporto sulla qualità ambientale dei capoluoghi di provincia, realizzato insieme all’Istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore. “Catania, purtroppo, continua a stazionare nei bassifondi della classifica nazionale”, riferisce Renato De Pietro, presidente della sezione catanese. La città è infatti al 97° posto, su 104 capoluoghi di provincia, con rilevazioni piuttosto preoccupanti sulla gestione della città –nonché su alcune abitudini dei suoi abitanti, in particolare riguardo alla mobilità-.
Per capacità di depurazione, calcolata in percentuale sul numero di residenti serviti dalla rete fognaria, Catania è quasi ultima nella media italiana, col 56% di popolazione servita. Oltre il doppio, peraltro, rispetto all’anno scorso. Il che contribuisce a spiegare l’inquinamento di alcune aree marine sotto costa. Un 33,4 % di perdite d’acqua è stato poi segnalato nella rete degli acquedotti. Grave e pressante appare la situazione dei rifiuti. In una regione che conferisce in discarica il 90% della propria immondizia, Catania produce ogni anno -in media- 680 kg di rifiuti per abitazione. Oltre 40 kg in meno del 2015; ma questo a livello nazionale, resta uno dei peggiori primati. La percentuale di raccolta differenziata è solo del 10,4 %. Un decremento è sul trasporto pubblico: non si raggiungono i 50 viaggi annui per abitazione, considerando i 44 del 2015 ma i 70 del 2011. E’ perciò alquanto elevato il tasso di motorizzazione: 68 automobili ogni 100 abitanti, col 60% di spostamenti privati motorizzati. Tra le più basse in Italia è perlomeno l’incidentalità stradale, dell’ 1,03 (di morti e/o feriti) ogni 1000 abitanti. Le piste ciclabili coprono meno di 12 km –dato in aumento rispetto all’anno scorso-, mentre restano scarse le isole pedonali (0,16 m2/ab). L’Oasi del Simeto accresce in modo considerevole le superfici a verde; tuttavia, malgrado le leggi impongano di piantare più alberi, se ne registrano solo 5 ogni 100 abitanti.
“Legambiente Catania evidenzia che gli indicatori oggettivi utilizzati dalla ricerca non appaiono in grado di descrivere integralmente la situazione ambientale della città”, afferma De Pietro. Altri parametri potrebbero in effetti rendere un’immagine più obiettiva delle condizioni cittadine, pur accrescendo la distanza da altre realtà italiane: tra questi, viene detto, “lo stato di pulizia delle strade o la presenza di discariche abusive nel territorio, l’effettiva tutela delle aree di verde pubblico o il mancato rispetto delle zone a traffico limitato e delle aree pedonali”.

