Referendum, Greco: "Sì al Csm sorteggiato, processo più giusto"

Referendum, Greco: “Col Sì il Csm sorteggiato e un processo più giusto”

L'intervista all'avvocato palermitano

PALERMO – “Votare Sì al referendum per consentire il sorteggio dei componenti del Csm, separare le carriere dei giudici e consentire un processo più giusto”. Francesco Greco, avvocato palermitano ai vertici del Consiglio nazionale forense, è un convinto sostenitore del Sì al referendum sulla riforma della giustizia. Una scelta che passa da alcune valutazioni sull’art 111 della Costituzione e sulle carriere di magistrati e giudici. L’intervista.

Perché Sì?
“Si tratta di una legge di civiltà giuridica che porta il processo italiano alla pari con il processo dei Paesi europei. In tutta Europa, tranne che in Turchia, Bulgaria e Romania, le carriere sono separate. La nostra è una eredità di epoca fascista, perché il codice di procedura penale era firmato da Mussolini e Vittorio Emanuele Terzo. Questo nuovo sistema serve per rendere, il nostro processo, un processo giusto”.

Numerose le perplessità, come risponde alle critiche?
“Chi è per il No non ha avuto a che fare con la giustizia. La giustizia in Italia non funziona, non è giusta, noi avvocati siamo pronti a metterci in discussione e se occorre fare qualcosa per rendere il processo giusto, come ci richiede l’art. 111 della Costituzione, siamo pronti a farlo. Purtroppo registriamo resistenze da parte della magistratura che è contro questa riforma, evidentemente non avverte l’esigenza di riformare la giustizia”.

Sul piano dell’attuazione dell’art 111 della Costituzione, perché con questa riforma il processo dovrebbe diventare più giusto?
“La nostra Costituzione prevede che il processo debba svolgersi tra due parti che devono essere equidistanti tra loro. Giudici e magistrati hanno una comunanza di carriera, con il Csm, che li rende contigui. Il cittadino è considerato un estraneo. Nel processo si ha la sensazione che l’avvocato sia un corpo estraneo. Prima della riforma Vassalli il giudice e il magistrato siedevano sullo stesso scranno. Occorre intervenire su questa comunanza di carriera”.

Per diventare giusto, un processo, dovrebbe svolgersi anche in un lasso di tempo adeguato. Ma questa riforma difficilmente inciderà sui tempi della giustizia
“Certamente, questa riforma non incide sui tempi della giustizia. Oggi abbiamo un processo lento e ingiusto. Cominciamo a renderlo giusto, perché io sono convinto che bisogna guardare a ciò che il processo tende, l’accertamento vero delle posizioni processuali. Se anche durasse un giorno, con le regole attuali, il processo sarebbe ingiusto”.

Tra gli elementi centrali c’è il sorteggio dei membri del Csm, si dice che la politica voglia sottomettere la magistratura
“E una affermazione totalmente falsa, perché l’art 104 non viene modificato sostanzialmente, prevede che la magistratura sia un organo autonomo da ogni potere dello Stato. La norma non parla della sottomissione della magistratura. Oggi c’è un controllo della politica del Csm, 8 componenti su 24 sono eletti dal Parlamento, rappresentano tutto l’arco costituzionale. La magistratura elegge gli altri componenti, sostenuti dalle correnti, che sono affini ai partiti politici. Basti vedere che i rappresentanti delle correnti poi vengono candidati alle elezioni politiche”.

Cosa cambierebbe con il sorteggio?
“Non sarà più la politica a stabilire chi saranno i componenti del Csm. Ma ci sarà il sorteggio, non sono ancora stabiliti i criteri, l’unico è l’anzianità di venti anni e il titolo di studio, non ne sono previsti altri. Il sistema processuale ruota attorno alla casualità dell’assegnazione. Il giudice non viene scelto dall’imputato, il cittadino nel processo non può scegliere il giudice, né il pubblico ministero. Non capisco perché la magistratura voglia scegliersi chi esercita l’attività disciplinare. Anche i giudici popolari sono estratti”.

Ma nel processo di ogni giorno, il sorteggio, a cascata, che conseguenze dovrebbe avere?
“Il Csm si occupa della carriera dei magistrati. Il sistema di funzionamento della giustizia riguarda il cittadino, che è il protagonista. Il meccanismo di organizzazione riguarda il cittadino. Gli avvocati sostengono questa linea perché ritengono che il processo non vada bene, come è organizzato adesso. Queste norme consentiranno di intervenire sulla giustizia per migliorarla”.

I toni si sono inaspriti parecchio
“Chi sostiene il Sì non mi risulta che abbia cercato di inasprire i toni. Chi sostiene il No lo ha fatto, è il frutto di un intervento della politica, divisa tra chi sostiene le due posizioni”.

Il procuratore Gratteri ha detto che voteranno per il Sì massoni deviati, imputati e indagati, cosa ne pensa?
“Nell’immediato ho commentato augurandomi che fosse una frase riportata male, sperando in una sua smentita. Purtroppo l’ha pronunciata, quella frase. Sono molto perplesso, scendere sulla demagogia spicciola, quando si parla di diritti, processi e questioni…”.

Può anche non rispondermi, lei per chi vota?
“Io alle politiche sono sempre stato uno che ha guardato i vari candidati, basando tutto sulla stima per le persone. Mi sono adeguato, ritenendo di scegliere quelli meritevoli di avere il mio consenso”.

Ha anche votato centrosinistra?
“Sì, mi è capitato, ricordo che quando ero più giovane votavo per Pannella. Ho scelto di dare il voto alla persona”

Che messaggio manda agli indecisi?
“Di andare a votare, perché è un passaggio troppo importante per la nostra democrazia, evitando di lasciarsi influenzare. La giustizia può riguardare sempre tutti e quando uno si ritrova ad averci a che fare, si rende conto che così come è oggi non funziona”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI