Che ci fanno Peppe Provenzano, del Pd, Ismaele La Vardera, di Controcorrente, Nuccio di Paola, del M5s, nella deliziosa Villarosa, in provincia di Enna, per la Festa dell’Unità del Partito Democratico? Provano a costruire un campo più largo davanti a una platea di militanti ansiosi.
Più largo di ieri, cioè – a prescindere dall’abituale nomenclatura – meno corroso dai distinguo, sempre e operosamente fabbricati. Più largo non soltanto per estensione: per compattezza. Provenzano, da antico militante, si offre per dare una mano a chi sta mettendo insieme la scena di un dibattito.
L’ansia dei militanti
Anche un osservatore neutrale, come chi viene invitato a moderare, si rende conto dell’ansia che serpeggia. Qui c’è gente che sa.
E cosa sanno? Che il loro avversario alle prossime regionali, il centrodestra, è fortissimo, perché, alla fine, si compatta. Che c’è un presidente che ha già vinto, in rampa di lancio per la candidatura bis. Che il centrosinistra siciliano – la storia lo insegna – è capace di harakiri politici, quanti altri mai. Infatti, anche adesso, la domanda è: si metteranno d’accordo senza fare sconquassi? Come si fa a non dubitare?
La segretaria provinciale dei Dem di Enna, Katya Rapè, il segretario regionale dei Giovani Democratici, Marco Greco, la segretaria del circolo, Marilena Ragusa provano a portare conforto e ottimismo. I buonissimi panini con la salsiccia, ornamento estetico-etico-gastronomico di ogni Festa dell’Unità che si rispetti, ce la mettono tutta col vecchio trucco di rinfrancare lo spirito, attraverso il corpo. Ci sono giovanissimi dagli occhi accesi di genuina passione.
L’ambiente, per quanto speranzoso, si attesta sulla ridotta di una festosa inquietudine. Bello esserci e partecipare. Però, quelli sul palco che strada batteranno? Lo schema della discussione si sviluppa così: dopo il raffronto Provenzano-La Vardera, Di Paola tira le somme.
Il dibattito e le proposte
La Vardera propone e lancia su Facebook la ‘controfinanziaria della speranza’: “La nostra idea è semplice: una giornata intera per ascoltare, discutere, confrontarsi e alla fine scrivere insieme dieci cose irrinunciabili per la Sicilia. Dieci priorità. Dieci battaglie comuni. Dieci proposte concrete da portare dentro la prossima finanziaria”.
Dal palco ci danno dentro. Hanno tutti il piglio del solerte capocondomino alle prese con i guasti di un immobile dal valore potenziale, ammalorato dai danni nel tempo. E sono tutti perfettamente candidabili. Breve momento di gaudioso subbuglio, quando arriva Vladimiro Crisafulli, sindaco di Enna, e si sistema accanto a Fabio Venezia. Mirello è sempre Mirello.
Appello all’unità, ma…
In sintesi, l’appello unitario resta condiviso. Al tempo stesso, si avverte che i tre sul palco viaggiano a velocità diverse. C’è un dettaglio: Ismaele La Vardera è già in campo e approfondisce il rilievo critico alla ‘lentezza’ della coalizione.
Qualcuno dei partecipanti, con il vessillo del Pd, poco prima gli ha confessato, con un imbarazzato sussurro: “Io voglio votare per te”. Si rimane ancora sospesi tra l’ipotesi delle primarie e l’amalgama (un abbraccio al Presidente Massimino, ovunque egli sia) favorito da un campione, da un cavaliere senza macchia, da una sorta di supereroe del centrosinistra che dovrebbe arrivare, magari in volo, con la musichetta di sottofondo.
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Ma sui tetti della deliziosa Villarosa non si scorge nessuno. L’unica colonna sonora prevede brani classici di repertorio. C’è l’immancabile ‘Canzone popolare’ di conio ulivista, scritta da un grande cantautore il cui cognome semina, involontariamente, foschi presagi di separazione, nell’ardente voglia di festa e di unità: (Ivano) Fossati.
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