PALERMO -Si rivedranno domani. Nel pomeriggio. Ci sarà Crocetta, ma anche mezza giunta. Prevista infatti anche la presenza degli assessori Alessandro Baccei, Ettore Leotta e Bruno Caruso. Sarà l’incontro decisivo. Dopo la manifestazione di oggi, i sindacati hanno “strappato” al governo una mezza apertura, dopo l’apparente intransigenza emersa ieri da una telefonata tra il governatore e l’assessore all’Economia Baccei, alla presenza dei rappresentanti dei lavoratori. Anche se al momento non appare sufficiente per parlare di una ipotesi di accordo.
I sindacati anzi, a dire il vero, anche al termine dell’incontro assicurano: “Lo sciopero di venerdì è confermato”. Ma è chiaro che, essendo stato fissato un nuovo vertice prima di quella data, potrebbe cambiare tutto. Intanto, come detto, dopo lo stop delle trattative di ieri, il governatore Crocetta è tornato a discutere con gli autonomi e i confederali, mentre in piazza, davanti al palazzo della Regione, a Palermo, oltre un migliaio di dipendenti regionali manifestavano per chiedere di stralciare le norme sul personale contenute nella manovra finanziaria. Domani governo regionale e sindacati verificheranno la possibilità di affrontare i quattro punti del verbale d’incontro, che è stato sottoscritto al termine della riunione di oggi senza l’ok di Cgil e Uil. E cioè esaminare la possibilità di inserire nella finanziaria tutte le norme che non sono al centro di contrattazione specifica; aprire le trattative con l’Aran per arrivare a un’intesa prima dell’approvazione della finanziaria; discutere del sistema di equiparazione tra dipendenti regionali e statali; e individuare gli strumenti per una riorganizzazione della macchina amministrativa anche in vista dei pensionamenti.
Per i Cobas-Codir, la mano tesa dal governatore Rosario Crocetta ai sindacati è “un’apertura importante”. “La finanziaria così com’è – dice il segretario regionale, Dario Matranga – è irricevibile. Se esistesse ancora la figura del commissario dello Stato le norme sul personale contenute nella manovra finanziaria sarebbero state impugnate”. Per la Fp Cgil “non ci sono i presupposti per considerare chiusa la mobilitazione”. “C’è un’apertura – dice il segretario regionale della Fp-Cgil, Michele Palazzotto -, ma non ci sono impegni concreti. In attesa dell’incontro di domani, non revochiamo lo sciopero. Nemmeno Crocetta ci ha chiesto di farlo”. “L’incontro di domani rappresenta certamente un segnale di apertura. Ma al momento, nella sostanza non è cambiato nulla. Confermiamo lo sciopero di venerdì prossimo”. A dichiararlo sono il segretario generale della Cisl Fp Gigi Caracausi e il segretario di categoria Paola Montera: “Se il governo – proseguono – era riuscito a unire nella protesta tutto il fronte sindacale, i sindacati sono riusciti nell’operazione analoga: quella di far ritrovare unità al governo che domani si presenterà largamente rappresentato. Ovviamente il vertice di domani – concludono Caracausi e Montera – rappresenta un primo risultato che il sindacato è riuscito a ottenere. Ma al momento non esiste alcun motivo per mettere in discussione lo sciopero del 20 marzo”. Dello stesso tenore l’intervento della Uil Fpl: “Le iniziative di lotta e lo sciopero già fissato per il 20 Marzo – ha detto il segretario regionale Luca Crimi – sono confermati. Le dichiarazioni riportate nel verbale d’incontro, infatti, non corrispondono a quanto garantito dal presidente Crocetta. Ecco perché non abbiamo firmato il documento e continuiamo con la protesta”. Nessun passo indietro, quindi, della Uil Fpl: “Domani – ha aggiunto Crimi – parteciperemo al tavolo tecnico con sindacati, assessori all’Economia, Funzione pubblica e Lavoro ma solo per trovare soluzioni concrete per i lavoratori della Pubblica amministrazione chiedendo anche la riforma della Legge 10 del 2000 al fine di riorganizzare la macchina burocratica e consentire una giusta professionalità ai dipendenti. Mettere a posto i conti disastrati della Regione – continua Crimi – è un compito assai difficile ma non possiamo rimanere schiacciati dalle contraddizioni interne a questo Governo. Manteniamo, quindi, le iniziative di lotta già programmate ma confermiamo la nostra volontà a portare avanti un confronto utile al fine di tutelare tutti i dipendenti”.
Lo sciopero
Oltre mille dipendenti regionali si erano radunati stamattina sotto una pioggia battente in piazza Indipendenza, a Palermo, per chiedere al governo Crocetta di stralciare le norme sul personale contenute nella manovra. Il presidio è stato organizzato dai sindacati autonomi e confederali, dopo lo stop della trattativa con il governo. Un anticipo dello sciopero generale fissato per il 20 marzo. “Diciamo no ai tagli lineari che massacrano la categoria che dieci anni – ha affermato il segretario regionale dei Cobas-Codir, Dario Matranga – non vede un rinnovo contrattuale”. Dello stesso avviso Michele Palazzotto della Fp-Cgil: “Le norme sui regionali vanno stralciate dalla finanziaria. Dopo lo sciopero del 20 marzo chiederemo al governo di aprire una trattativa senza gioco delle parti per elaborare un piano di riorganizzazione della macchina amministrativa”.
Le storie del corteo
“Sono un vincitore di concorso, come tanti, e ho svolto sempre il mio lavoro nel pieno rispetto del mio ruolo e della regione dove vivo. E adesso vengo penalizzato proprio da chi ho servito durante i miei lunghi anni di servizio”. Sta nelle parole di Gaetano, funzionario forestale, il senso del sit-in organizzato dai sindacati. “Sono separato – ha spiegato – e gli assegni familiari sono proporzionati alla mia retribuzione, con tagli così netti al mio stipendio, come quelli predisposti nella manovra finanziaria, e preso in considerazione che devo pure pagare l’affitto mensile, rischio veramente di non farcela”.
C’è chi ha un mutuo, ognuno ha la sua storia: biografie diverse, ma contingenti. Sono tutti qui, in piazza. Tutta la ‘Regione’ che ha paura di perdere troppo. Ci sono Giuseppe, Salvatore, Piero, anche loro, alcuni dei tanti. “Il nostro lavoro dovrebbe essere salvaguardato – hanno affermato – e invece di tagliare i privilegi si preferisce colpire un’intera classe di lavoratori, che presso la Regione ha prestato il suo servizio”. “La folla presente oggi qui dimostra che è arrivato il momento di smettere di giocare – dice Paolo Montera, Cisl Fp – adesso che il fronte sindacale si è ricompattato è arrivato il momento di far sentire la nostra voce in maniera ancora più forte, è giunta l’ora di vedere a chi sta veramente a cuore le sorti della Sicilia e delle famiglie siciliane”.
(ha collaborato Silvio Guagenti)

