PALERMO – Le dimissioni da presidente sono “del tutto inefficaci”, così come la nomina del successore. Il collegio dei revisori dei conti del comune di Palermo è finito al centro di un pasticcio burocratico da cui, adesso, Palazzo delle Aquile sta provando a uscire interpellando l’assessorato regionale agli Enti Locali.
Il collegio dei revisori è composto da tre professionisti che, in base alla nuova normativa, non sono stati eletti dal consiglio comunale ma sorteggiati. La carica di presidente, quindi, non è toccata al più votato (come accadeva in passato) ma, secondo la normativa, al componente “che ha svolto il maggior numero di incarichi di revisore presso enti locali” e, a parità di incarichi, “le funzioni sono assunte da chi le ha esercitate nell’ente di maggiore dimensione demografica”.
A Palermo il compito di presidente è così toccato a Marcello Barbaro che però, qualche mese fa, ha manifestato “la difficoltà a proseguire nell’incarico” e così il 10 aprile il collegio ha nominato presidente un altro componente, ossia Sebastiano Orlando. Una procedura che ha da subito provocato qualche perplessità, specie nel vicepresidente di Sala delle Lapidi Giulio Tantillo, dal momento che la legge non lascia margini di discrezionalità sulla presidenza. Il Comune ha così interpellato l’Ancrel, l’Associazione nazionale certificatori e revisori enti locali, che in una nota del 4 giugno definisce dimissioni e nuova nomina “del tutto inefficaci”. visto che “la figura e il ruolo del presidente non è discrezionale, né tanto meno può essere considerato nelle disponibilità dello stesso collegio”.
E adesso i dubbi si moltiplicano: Barbaro è ancora presidente? Le sue dimissioni vanno interpretate come dimissioni dal collegio? Gli eventuali atti votati da aprile a oggi sono legittimi? “Il parere conferma quanto abbiamo sostenuto in Aula – dice Tantillo – Adesso i vertici del Comune ci dicano se i pareri resi dopo le dimissioni di Barbaro da presidente del collegio sono efficaci o meno. La vicenda sarà affrontata dalla conferenza dei capigruppo e chiederemo la presenza del Segretario Generale, perché bisogna chiarire il tutto prima della sessione di bilancio; pertanto a nostro parere la proposta di bilancio non può essere discussa e chiederemo se il parere della commissione sia efficace. Per noi il presidente rimane quello nominato dopo il sorteggio, ma la decisione spetta ai vertici del comune che credo dovrebbero comunicarla al consiglio comunale e al sindaco”.

