Rifiuti, l'Antimafia convoca Cuffaro |Audizione fissata per il 27 novembre

Rifiuti, l’Antimafia convoca Cuffaro |Audizione fissata per il 27 novembre

Commenti

    Sarà un fiume in piena, come è stata la sua collaborazione con i magistrati

    Cuffaro o no, sarebbe interessante approfondire le vere ragioni per cui furono fermati i termovalorizzatori.

    Oggi, questa scelta folle ci ha portati all’emergenza che tutti sappiamo.

    La Sicilia è la regione dove non c’è mai stato – e non c’è neanche oggi – un piano per lo smaltimento dei rifiuti e relativi impianti di trasformazione. Qui la stragrande maggioranza dei comuni procedono come vogliono: creano stazioni appaltanti, approvano e rinnovano contratti, aumentano tariffe a loro piacimento. Il principio della concorrenza viene sistematicamente ignorato nonostante gli interventi dell’autorità anti corruzione.

    Ancora con questa storia degli inceneritori? Il vetro ed i metalli non bruciano, si raccolgono e si riciclano, la plastica, la carta e l’umido si raccolgono e si riciclano e allora che vuoi bruciare l’indifferenziato che è una parte minore dei rifiuti e per giunta ha un scarso potere calorifero? Dove in passato hanno costruito gli inceneritori, adesso con l’aumento della raccolta differenziata vanno cercando munnizza indifferenziata – leggi plastica, carta, legno – perchè altrimenti devono chiudere gli impianti.

    Ma di concreto quest’antimafia cosa fa? forse solo chiacchere a giustificazione dello stipendio che si prendono .Una risposta sarebbe gradita.

    W Cuffaro . Lui aveva pensato ai termovalorizzatori. Indagate chi li ha bloccati. Totò sarò sempre orgoglioso di te. Spero di conoscerti prima o poi

    Ancora c’è qualcuno che non ha capito, o non vuole capire, magari per trarne utilità in natura, che quasi tutti i rifiuti sono materia prima da riciclare.

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Siamo abituati agli schiaffi salutari che la chiesa cattolica propone ai politici locali al governo, politici che per altro da sempre millantano appartenenze cattoliche, meno frequenti e forse altrettanto salutari sono le domande che la chiesa dovrebbe farsi sulla propria di presenza, sia in termini di servizi che un tempo erano capillari, mi riferisco a salesiani e vincenziani per esempio, sia ad un certo modo di vivere le fede in luoghi dove alla sobrietà che ti aspetti da una presunta povertà si oppone una ostentazione di ricchezza arrogante e pacchiana che non si capisce cosa abbia a che fare con il messaggio di Cristo. Per farla breve oltre ai servizi pubblici ormai totalmente assenti o rassegnati si associa una chiesa, che da quanto visto in questi giorni sembra affollare più i quartieri bene che le periferie e che in luoghi come lo zen e brancaccio sembra più un oggetto da vandalizzare come una qualsiasi panchina, tranne quando serve ad un video di matrimoni, battesimi etc. Ci dica la Curia cosa ha in campo allora, oltre alle critiche sacrosante ma anche facili, ai politici e alla classe dirigente locale che in gran parte si dice appunto cattolica

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