Rimpasto, pasto e antipasto |Ma per Alfano non è niente

Rimpasto, pasto e antipasto |Ma per Alfano non è niente

Fausto Raciti, Rosario Crocetta e Angelino Alfano

Proseguono gli incontri in vista del cambio in giunta. Che potrebbe non essere l'ultimo. E il leader Ncd, dopo i vertici e i patti, spiega che non c'è nessuna alleanza. Ma tra i suoi...

PALERMO – Mentre tutto cade a pezzi, i partiti siciliani imperterriti apparecchiano la tavola del rimpasto. L’ennesimo. Apparentemente incuranti della bufera che si è abbattuta su Palazzo d’Orleans a proposito del caso Irsap e della sistematica mannaia romana che si annuncia sulle leggi dell’Ars, i partiti proseguono il valzer degli incontri in vista di un possibile rimescolamento in giunta. L’idea di accomodarsi al pasto del Crocetta quater pare abbia scatenato l’acquolina di più di un deputato regionale. Ma per come si sono messe le cose, non è ancora chiaro se quello che si prepara, ammesso che davvero vi si arrivi, è un rimpasto o… un antipasto.

Tra il dire e il fare, infatti c’è di mezzo il caso del Nuovo centrodestra. Che assume contorni sempre più gustosi. Ieri, dopo che il coordinatore regionale Francesco Cascio aveva bacchettato quanti nel partito hanno manifestato il loro malessere per il patto siciliano ( “Nessuno ha mai parlato dell’ingresso di Ncd nella Giunta Crocetta, o nella maggioranza”, assicura Cascio), anche Angelino Alfano, fin qui più o meno silente sul tema, ha sentito la necessità di intervenire. Per spiegare che non ci fu niente. “Ho riscontrato un eccesso di enfasi in questi giorni per quanto riguarda gli incontri avvenuti in Sicilia tra esponenti del Partito Democratico, dell’Udc e del Nuovo Centrodestra – ha detto il ministro dell’Interno -. Noi del Nuovo Centrodestra non siamo entrati in maggioranza, non siamo entrati nel governo Crocetta e nessuno dei nostri sta per entrare nella giunta regionale”. E allora di cosa abbiamo parlato in questi giorni? Lo spiega lo stesso Alfano: “Se alcuni provvedimenti di riforme strutturali ci convinceranno, li voteremo; se non ci convinceranno, non li voteremo perché non facciamo parte della maggioranza”.

La domanda è d’obbligo: c’era bisogno allora di un incontro di ore con i massimi vertici del Pd in un hotel palermitano, con tanto di comunicato ufficiale, per stabilire che se una legge è buona la si vota? Devono essersi capiti male in Ncd. Se l’ormai renzianissima alfaniana Simona Vicari il giorno dell’incontro commentava con giubilo: “L’alleanza di Ncd con l’attuale maggioranza alla Regione Siciliana è un patto strategico per le riforme di cui la Sicilia ha terribilmente bisogno”. Dalla “alleanza strategica” al “se una legge ci convince la votiamo” ne passa di differenza, eccome. Ma il punto è che lo scontento tra gli alfaniani è stato tale e tanto che, malgrado le spinte di quasi tutto il gruppo parlamentare, pronto all’abbraccio con Crocetta, il partito di Alfano ha dovuto inventarsi un equilibrismo lessicale per cercare di stare con un piede in due scarpe. Un po’ come accadde al Pd nella precedente legislatura ai tempi dell’alleanza con Lombardo, anche lì malamente mascherato con il vestitino del patto per le riforme.

La strada per il rimpasto, quindi, passa per la via stretta della sceneggiata dell’alleanza-che-alleanza-non-deve-essere-chiamata con Ncd. Il patto per il momento dovrebbe essere suggellato con almeno una presidenza di commissione pesante. E converrà, per capirne di più, tenere d’occhio anche i movimenti di sottogoverno nei prossimi giorni. Oggi Pietro Alongi, deputato regionale vicino a Renato Schifani, il meno entusiasta nel gruppo parlamentare dell’Ars, domandava a Cascio: “Perché, dunque, questo salto in avanti? A meno che sottotraccia non vi siano altre ragioni, altri taciuti obiettivi di potere che, comunque, prima o poi, verrebbero a galla. Ecco, non vogliamo che dal cappello, alla fine, spunti un intollerabile coniglio.”

Insomma, il rimpasto di cui si ragiona rischia di essere solo un antipasto. Un passaggio provvisorio in vista di un futuro e definitivo patto con gli alfaniani e del loro ingresso in giunta, se e quando i tempi saranno maturi. Intanto, si parla tra quanti in maggioranza ci stanno dichiaratamente. Il segretario del Pd Fausto Raciti sta incontrando gli altri alleati, ieri il Megafono e Sicilia democratica, oggi il Pdr (ma quest ultimi due non dovrebbero federarsi questa settimana?). Poi forse si apriranno le danze per una nuova informata di assessori. Mentre tutto cade a pezzi.

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