ROMA – Firmato all’Aran l’accordo sul nuovo contratto per i 205mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. L’intesa permetterà ai lavoratori di avere, in media, un aumento da 162 euro, nuove regole sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, la possibilità di incrementare il valore dei buoni pasto, più chiarezza sulla retribuzione nei giorni di ferie. Ma, soprattutto, l’intesa dà il colpo decisivo nel recupero dello storico ritardo contrattuale del pubblico impiego, e vede per la prima volta la firma di un’intesa piena (il precedente di aprile, sulla scuola, riguarda solo la parte economica) per un comparto nel corso del triennio di riferimento, perché il contratto riguarda il 2025/27.
Gli incrementi sono previsti in maniera retroattiva, a partire dal primo gennaio 2025, questi verranno versati come arretrati. Sempre in tema economico, la pre-intesa stabilisce che nei periodi di ferie ai dipendenti sarà corrisposta la normale retribuzione, comprese tutte le indennità. Inoltre, è inserita nel testo la soppressione del regime differenziato delle ferie per i neoassunti, con il riconoscimento dal primo gennaio 2027 del trattamento pieno per tutti i dipendenti.
Aumentano i buoni pasto
Nell’accordo approvata l’istanza dei sindacati di eliminare il tetto all’importo dei buoni pasto. Il decreto legge 95/2012 sulla spending review, emanato nel 2012 dal governo Monti, aveva fissato il limite massimo del valore dei buoni pasto per i dipendenti della Pubblica amministrazione a 7 euro per il singolo ticket. La pre-intesa, invece, abbatte questo limite consentendo alle singole aziende di stabilire il valore del buono pasto in base alle risorse previste nei rispettivi bilanci a partire da un minimo di proprio 7 euro.

